Artem Chapeye: Ucraina, perché la sinistra combatte (ilmanifesto.it)
di Guido Caldiron (Foto – Un’immagine dello scrittore Artem Chapeye, arruolatosi dopo l’invasione russa è ancora nell’esercito) L’intervista – Parla l’autore di «La gente normale non va in giro armata», per Altrecose. Lo scrittore pacifista interverrà sabato al Festival della Mente di Sarzana giunto alla XXIII edizione Leggi anche – Andrei Kurkov, una scelta di resistenza
Woke e altro. La strana guerra dei diritti (corriere.it)
di Maurizio Ferrera Come può la sinistra riformista rispondere alle domande di parità delle identità discriminate senza smarrire la propria vocazione egualitaria e universalista? Nate nel Partito democratico americano, queste domande sono ormai entrate anche nel dibattito europeo. Sulla scia delle critiche di Conte agli eccessi della cultura woke, nell’ultima settimana si è acceso anche
La nuova operazione di disinformazione russa: dare credibilità in Occidente a un think tank pro-Cremlino (facta.news)
di Andrea Zitelli L’ha scoperta OpenAI, dopo aver bloccato utenti che utilizzavano ChatGPT per tradurre dal russo contenuti social in più lingue a favore dell’International Burke Institute Un gruppo di account su ChatGPT ha generato messaggi di propaganda russa in diverse lingue, che poi sono stati diffusi sui social media in svariati Paesi in Europa e
Nazismo, il disgusto di Beckett (corriere.it)
di Irene Soave L’avversione del Nobel nei diari scritti durante il viaggio in Germania del 1936-37 Testimone L’editore tedesco Suhrkamp pubblica per la prima volta i sei taccuini ritrovati nel 1989. In Italia per Einaudi nel 2027 Berlino – Per Samuel Beckett è «un giorno stagnante e stupido». Visita nella neve la cittadina sassone di Braunschweig
Eric Hobsbawm, il marxismo e il secolo che non finisce (ilfoglio.it)
di Adriano Sofri (Foto via Getty Images) Piccola Posta Due risposte del grande storico sul ritorno di Marx e sulla rivoluzione d’Ottobre: “Forse sarebbe stato meglio non farla” La preziosa rassegna settimanale dell’Internazionale riporta un’intervista di Eric Hobsbawm sul secolo che finisce. Hobsbawm, autore di studi capitali, ha avuto una imprevista fortuna popolare grazie a un suo
‘Una straordinaria mobilitazione della società civile’: così l’Ucraina ha conquistato la sua indipendenza (valigiablu.it)
di Robert e Nadia McConnell (co-fondatori della Fondazione USA-Ucraina) (Immagine in anteprima vi rferl.org) Articolo originale pubblicato sul sito Kyiv Independent e tradotto per gentile concessione della testata. In questo articolo Robert e Nadia McConnell, co-fondatori della Fondazione USA-Ucraina, raccontano i dubbi dell’Amministrazione Bush sulla riuscita del referendum per lasciare l’Unione Sovietica e come grazie alla
Dalla Gallura a Durazzo: turismo predatorio (doppiozero.com)
di Costantino Cossu (Fotografia di Nick Page – Unsplash) Il turismo è un problema. In questa estate rovente lo si vede bene un po’ dappertutto. In Sardegna, dopo un articolo di denuncia sul Corriere della sera firmato da Gian Antonio Stella, una forte mobilitazione di tutto il movimento ambientalista nazionale ha bloccato il tentativo di uno
Vuoi sostenere l’Ucraina? Leggi i suoi libri (theconversation.com)
di Lauren Warner-Treloar – Dottorando AHRC-Techne, Storia dell’Arte e del Design, Kingston University Dal 2013, Vladimir Putin sostiene che ucraini e russi siano “un solo popolo”. È un tentativo di cancellare l’identità ucraina, parte di un assalto che va avanti da secoli. Dalla vera e propria invasione del 2022, la Russia ha regolarmente preso di mira le istituzioni culturali e l’ecosistema editoriale ucraino. Solo quest’estate,
Ma voi Mitù e compagnia postfemminista, dove siete? (facebook.com/emilia.rossi.92)
di Emilia Rossi Sono una femminista vecchio stampo, di quelle del pensiero della differenza sessuale (non di genere), ancora ostinata nella declinazione al femminile dei termini declinabili mentre si impongono le desinenze woke di schwa e asterischi, contraria a tutta la legislazione che fa delle donne oggetti di tutela anziché soggetti attivi e forti, convinta
Le parole sono un’approssimazione (lucysullacultura.com)
di Nicola Lagioia Dal formalismo di Faulkner ai fantasmi di Joyce, fino agli automatismi retorici dei social network. Se il linguaggio pubblico è ormai ridotto a un virus propagandistico che ci costringe a essere banali e polarizzati, la letteratura rimane l’unico spazio in cui la lingua rinuncia a giudicare per provare a comprendere. Una riflessione
Caramore: sento dunque penso (doppiozero.com)
di Mauro Portello C’è il corpo che sente e pensa, e c’è la profondità interiore che non può non esserne influenzata. La percezione di questo è essenziale per la nostra vita, capire come funzioniamo fuori e dentro, e il dentro grazie al fuori e il fuori grazie al dentro. Mi piace ricordare un passo di
Il cacciatore dei libri rubati dai nazisti (corriere.it)
dalla nostra inviata Alessandra Coppola Novecento Tra i 5 e i 10 milioni di volumi furono razziati. Uno, appartenuto a Marc Bloch, è stato trovato e consegnato agli eredi Simon Cau fa parte della Missione di restituzione dei beni sottratti agli ebrei in Francia PARIGI – Allora professore di liceo assegnato a un istituto di
C’è ignoranza e ignoranza (doppiozero.com)
di Rossana Lista Cassandra sa. Sa che Troia cadrà. Sa che il cavallo di legno custodisce la rovina della città. Sa che la catastrofe è già entrata nelle mura che gli abitanti credono di aver difeso. Eppure nessuno le crede. Da secoli leggiamo questa vicenda come la storia di una profezia inascoltata. Ma forse Cassandra
Guccini politico e romantico (repubblica.it)
di Luigi Manconi Nelle fantasie sostanzialmente innocue di ampie componenti di due o tre generazioni, Francesco Guccini era quello de La locomotiva (“lanciata a bomba contro l’ingiustizia”). Oppure quello di Eskimo, che pure lo stesso autore proponeva, incompreso, come canzone anti-nostalgica e anti-reducistica: quell’indumento non era “la rivolta permanente”, bensì una scelta obbligata, imposta “solo dalla
La Russia di Stalin vista dall’alto nei taccuini dell’aviatore-inviato (corriere.it)
di Marzio Breda Vite Beonio Brocchieri sorvolò nel 1934 l’immenso Paese. I suoi articoli per il «Corriere» pubblicati da De Piante Lo colpisce che nella Russia sovietica molti ripetano «bùdet», sarà, tempo futuro del verbo essere, per esprimere fiducia nel sistema, sicuri che in avvenire «tutto sarà meglio». E magari pensa che in mezz’Italia si
Guccini non c’è più, ma le sue parole sono invecchiate molto meglio di noi (linkiesta.it)
di Guia Soncini (Foto – LaPresse) Il maestrone La fortuna di essere stati ragazzini in un’epoca piena di meraviglie e non di inutilità, quando le canzoni e gli endecasillabi erano tessuto connettivo e formativo La prima cosa che ho pensato è che io l’articolo su Guccini non lo volevo scrivere. Non perché non mi faccia una
E così la Scuola di Francoforte sarebbe l’origine di molti mali (ilfoglio.it)
di Guido Vitiello (Foto – Getty) Il Bi e il Ba Secondo un’idea fissa di certa destra americana, Adorno, Horkheimer e Marcuse avrebbero mosso i primi passi di una “lunga marcia” dentro le istituzioni con l’obiettivo strategico del sabotaggio dell’Occidente Non posso farci nulla: ogni volta che leggo l’identikit dello jettatore tracciato a fine Settecento
Perché la Russia vuole distruggere anche l’editoria ucraina (linkiesta.it)
di Alessandro Cappelli (Foto – AP/Lapresse) Tra le pagine Dietro gli oltre un milione e mezzo di volumi andati perduti nel solo mese di luglio ci sono tipografie, magazzini, editori e librerie. Colpire la filiera del libro significa indebolire uno degli strumenti con cui Kyjiv difende la propria identità culturale «Ogni libro rappresenta mesi, a volte
Ripensare l’odio (doppiozero.com)
di Alfredo Gatto In qualità di animali simbolici, ci siamo raccontati nel corso del tempo molte storie. Ce n’è una, in particolare, che ci riguarda da vicino. L’odio, ci siamo detti, sopraggiunge quando la ragione arretra e le parole inciampano su se stesse, quando i nostri istinti più ferini occupano il centro della scena e
Cosa sappiamo delle torture subite dai migranti nei centri di detenzione libici (linkiesta.it)
di Giampaolo Cadalanu Calvario mediterraneo In “Sotto la sabbia”, Giampaolo Cadalanu riporta il racconto di alcuni sopravvissuti alle violenze di un sadico carceriere libico. Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha dimostrato che questa è la gestione standard dei flussi migratori in tutto il Paese nordafricano (Foto – LaPresse) Il racconto del trattamento