Guerra in Medio Oriente
Il personale di sicurezza dell’aula lo trascina via con la forza, il braccio dell’ex militare rimane incastrato nella porta e si rompe tra lo sconcerto dei presenti.
Guerra in Medio Oriente
Il personale di sicurezza dell’aula lo trascina via con la forza, il braccio dell’ex militare rimane incastrato nella porta e si rompe tra lo sconcerto dei presenti.
La libertà non si regala, si conquista insieme.
La Rivoluzione delle Rose in Georgia (2003) e la Rivoluzione Arancione in Ucraina (2004) due rivoluzioni pacifiche, civili, profondamente democratiche: risposte collettive a brogli elettorali e a un potere che voleva imporre silenzio e rassegnazione.
Due percorsi diversi, uniti dalla stessa scelta di fondo: resistere all’oppressione e rivendicare libertà, dignità e futuro europeo. Con noi in video-messaggio Viktor Juščenko, protagonista diretto della Rivoluzione Arancione e terzo presidente dell’Ucraina. Juščenko fu una figura ponte tra queste due esperienze: guardò alla mobilitazione georgiana come a un precedente concreto e ne trasse ispirazione politica e civile, contribuendo a tradurre quella lezione nel contesto ucraino.
Fu in prima linea nella difesa della democrazia e ne pagò personalmente il prezzo sopravvivendo a un avvelenamento durante la campagna elettorale del 2004. Non si arrese e continuò la sua battaglia, contribuendo a trasformare una mobilitazione popolare in un passaggio democratico decisivo. Oltre Juščenko avremo ulteriori voci di assoluto rilievo nel dibattito sullo spazio post-sovietico e sulle dinamiche della sicurezza europea. Anna Zafesova, giornalista e analista tra le più attente alle trasformazioni politiche dell’area, offrirà una lettura storica e contemporanea dei processi di resistenza democratica.
Nona Mikhelidze, ricercatrice senior presso l’Istituto Affari Internazionali (IAI), contribuirà con un’analisi geopolitica delle relazioni tra Georgia, Ucraina e Russia, e delle implicazioni per l’Europa. Queste rivoluzioni hanno fatto la storia; oggi quella storia ci ha presi per mano, insieme, verso una libertà che è anche la nostra. Un omaggio al coraggio dei popoli ucraino e georgiano, e un invito a non dimenticare che la libertà è sempre una conquista collettiva. Dal coraggio di chi ha resistito possiamo imparare.
Video messaggio di Viktor Juščenko , Terzo Presidente dell’Ucraina Ospiti Nona Mikhelidze e Anna Zafesova Presenta Costantino De Blasi
Intervengono Svitlana Tereshchenko e Andrea Alesiani ________ Evento a cura di Liberi Oltre Le Illusioni APS – Gruppo Territoriale Lombardia e Associazione BORISTENE Editing e Registrazione: Pietro Battanta Realizzazione grafica e contributi video dal vivo: Dario Alesiani
Si ringraziano la direzione e lo staff di Factory NoLo Registrato a Milano, il 15/02/2026 _______ ASSOCIATI A LIBERI OLTRE | Per Informarsi, Unirsi e Migliorare L’Italia
Diritti
Mentre Trump stava parlando, il deputato democratico Al Green – congressman del Texas – ha mostrato un cartello con scritto: “Black people aren’t apes”, ossia “I neri non sono scimmie”.
Momenti di tensione durante il discorso di Trump (questa notte, ora italiana) sullo Stato dell’Unione.
Mentre il presidente Usa stava parlando, il deputato democratico Al Green – congressman del Texas – ha mostrato un cartello con scritto: “Black people aren’t apes!”. Ossia “I neri non sono scimmie!”.
Green ha fatto un chiaro e diretto riferimento a un video generato con l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale e poi condiviso online da “The Donald”. In tale filmato cui si vedevano Barack e Michelle Obama rappresentati con il corpo di scimmie.
Il deputato è stato poco dopo portato fuori dall’aula della Camera.
Decine di dem hanno saltato l’evento; altri invece se ne sono andati durante il discorso di Donald Trump.