Tanto grande è la guerra, tanto piccole appaiono le nostre singole esistenze (facebook.com/manconi)
Tanto grande è la guerra, tanto piccole appaiono le nostre singole esistenze. Eppure, quanto documenta Mastrodonato nel suo libro è sufficiente a smontare, pezzo per pezzo, l’illusione che la violenza – quella brutale, cieca, irrazionale – appartenga a una realtà diversa da quella che siamo soliti conoscere. Una violenza subdola e allo stesso tempo sfrontata che trae vantaggio dalla possibilità di non essere scoperta, perché messa in atto dallo Stato tramite le sue forze di polizia. La ferita al corpo di un uomo si trasforma così in una lacerazione collettiva che squarcia lo Stato di diritto nel momento stesso in cui avviene.
Perché niente di quanto successo a Igor Squeo la notte del 12 giugno 2022 è una questione privata, nonostante sia avvenuta nel suo appartamento. Così come non sono private le morti di Federico Aldrovandi, Michele Ferrulli, Aldo Bianzino, Stefano Cucchi o Andrea Soldi. E quelle meno note ma così terribilmente simili di Mauro Guerra, Jefferson Tomalà, Vincenzo Sapia e altre ancora; in un elenco che sembra non finire mai di morti avvenute per mano di agenti per lo più archiviate o dimenticate senza che le famiglie sapessero come, davvero, avessero perso la vita i loro congiunti.
Tutti nomi rievocati da Mastrodonato che vanno a comporre una mappa funeraria che dal Nord al Sud ci ricordano come l’excited delirium sia una diagnosi inesistente, eppure utilizzata per giustificare contenzioni mortali, che coloro che vengono immobilizzati durante un fermo sono di norma persone in difficoltà, con una storia di dipendenze e diversi TSO alle spalle, con background migratorio e, spesso, incastrate in uno stato di perenne precarietà.
Sarebbe sbagliato aspettarsi lieti fini da questo libro, perché nulla è lieto nell’abuso di potere e nelle morti di Stato. Non esiste consolazione né argine al dolore ma, come scriveva Jacques Derrida, esiste la responsabilità infinita verso l’altro, che non finisce con la morte e che non si esaurisce nel ricordo.