Censurarono studi sul vaccino, dice Fratelli d’Italia (butac.it)
Narrative antivacciniste smentite più volte che arrivano fino al sito ufficiale del partito al governo
Covid: censurarono studio su effetti avversi al vaccino
Un titolo forte, che viene ripreso dai quotidiani che durante la pandemia hanno cavalcato tutta la possibile disinformazione. Ma appunto finché a cavalcare disinformazione sono redazioni giornalistiche è un conto, quando a titolare così è il sito che rappresenta la presidente del Consiglio dei ministri a mio avviso le cose sono decisamente più gravi e importanti da trattare. L’articolo comincia con un virgolettato di Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, che apre così:
Il clima di caccia alle streghe durante la pandemia di Covid fu da regime totalitario. Giornalisti, esponenti politici, esperti di varie materie e persino ricercatori scientifici furono censurati, ridicolizzati o demonizzati per aver espresso opinioni e studi sgraditi al pensiero allora dominante.
Caccia alle streghe?
Si parte malissimo, perché, come riportato più e più volte, l’informazione medica in Italia – specie nei primi mesi della pandemia – era in mano a Barabba, altro che caccia alle streghe; chi lo sostiene sta disinformando. Chiunque diceva la qualsivoglia cosa, in TV, sui giornali, e raramente le redazioni si limitavano a intervistare i membri del Ministero e dell’ISS, permettendo a centinaia di cialtroni con voglia di visibilità di ritagliarsi un angolo nel mondo dell’informazione pandemica.
La “caccia alle streghe” – ma non quella a cui fa riferimento la notizia pubblicata sul sito di FdI – semmai è arrivata dopo la pandemia, quando, con studi pubblicati, si è cercato di spiegare al grande pubblico che molti dei volti che avevano seguito durante la fase più cruciale della pandemia erano volti di ciarlatani che discettavano di Coronavirus senza averne i titoli.
Fu censurato uno studio?
Lo studio a cui fa riferimento l’articolo di Fratelli d’Italia s’intitola:
Safety of COVID-19 Vaccines in Patients with Autoimmune Diseases, in Patients with Cardiac Issues, and in the Healthy Population
Non è stato censurato, tanto che è stato pubblicato nel 2023 su Pathogens con le firme di Loredana Frasca, Giuseppe Ocone e Raffaella Palazzo, ed è ancora oggi liberamente consultabile. E non è uno studio ma una revisione della letteratura, che non è proprio la stessa cosa. Ma vabbè.
Le miocarditi triplicate?
Sempre nel virgolettato di Buonguerrieri leggiamo che lo studio avrebbe detto che le miocarditi erano triplicate, ma non è vero, anche questa è disinformazione. Una revisione non produce dati propri. Al massimo mette in fila dati raccolti da altri e già pubblicati altrove, quindi dati che non possono aver subito nessuna “censura italiana”. Il punto da cui più probabilmente arriva quel “triplicate” è uno studio del 2021 pubblicato su JAMA Cardiology, fatto sui militari americani.
Il problema è che quel dato non misura un aumento. Nello studio sui militari risultano circa 3,5 casi di miocardite ogni 100.000 vaccinati. La revisione lo mette accanto a un altro studio, fatto su persone con un’età media di 57 anni, dove i casi erano circa 1 ogni 100.000. Da lì il 3,5 volte di più.
Questo significa che nei maschi giovani il rischio di miocardite dopo il vaccino è più alto che nelle persone più anziane, non che le miocarditi nei giovani siano triplicate. E non era nemmeno un segreto, lo aveva scritto EMA a dicembre 2021, più di un anno prima della revisione. È lo stesso comunicato EMA che Fratelli d’Italia cita qualche riga più sotto. Difficile sostenere che un’informazione fosse censurata, quando la cita anche chi denuncia la censura.
Concludendo
Vedere disinformazione su vaccini e pandemia su testate giornalistiche è una cosa, vederla sulle pagine del partito politico a cui appartiene chi guida il Paese è qualcosa di molto diverso.
Ma chi guidava il Paese durante la pandemia permise a tanti membri della propria coalizione di disinformare, ed è stato eletto anche grazie ai voti di chi a quella disinformazione si è abbeverato, così oggi deve tenerli evidentemente buoni con contentini come quello che abbiamo appena trattato. Vorrei fosse chiaro però che contenuti del genere sono come i classici nodi: prima o poi vengono al pettine.