Nei primi diciotto mesi del secondo mandato di Donald Trump hanno lasciato il servizio 426.000 dipendenti civili federali a tempo pieno, quasi uno su cinque. Secondo un’inchiesta del Washington Post, nuove assunzioni e reintegri hanno compensato parte delle uscite, e il calo netto è di 255.000 posti, circa il 12%. L’85% delle partenze è avvenuto attraverso dimissioni o pensionamenti, spesso incentivati, mentre circa 32.000 lavoratori sono stati licenziati direttamente.
Le uscite si sono concentrate nel settembre 2025, quando sono entrati in vigore i programmi di incentivi dell’amministrazione alle dimissioni e al pensionamento anticipato. Secondo il Washington Post, solo in quel mese hanno lasciato il servizio federale quasi 121.000 persone.
A pagare il prezzo più alto però sono stati i lavoratori neri.
Un calo del 20% contro il 4% degli impiegati bianchi
Le stime ricavate dalle indagini sulle famiglie indicano un calo del 20% dell’occupazione federale nera rispetto al 2024, contro circa il 4% di quella bianca. Il giornale documenta anche i piani del DOGE, l’ufficio per l’efficienza governativa guidato inizialmente da Elon Musk e poi sciolto, per chiudere 225 uffici legati alla diversità e all’inclusione. Racconta inoltre il caso di una lista pubblica conservatrice che esponeva nomi, fotografie e stipendi di 93 dipendenti, due terzi dei quali neri.
Altri gruppi etnici
Le assunzioni del 2026 hanno prodotto un cambiamento demografico disomogeneo nella forza lavoro, secondo le stime delle indagini analizzate dal Post. Confrontando l’occupazione federale media tra gennaio e settembre di quest’anno con gli stessi mesi del 2024, come detto l’occupazione nera stimata è scesa del 20%, ma quella ispanica è salita del 6%. L’occupazione bianca è calata di circa il 4%, mentre quella asiatica è rimasta pressoché invariata, con un aumento di circa l’1%.
L’ascensore sociale federale
Per decenni il lavoro pubblico è stato una delle vie principali verso la classe media per gli afroamericani, perché il governo federale assumeva e promuoveva con meno discriminazioni del settore privato. I neri sono circa il 18% dei dipendenti federali, contro il 13% della popolazione, e sono particolarmente numerosi in alcune delle agenzie più colpite dai tagli: il 30% al ministero dell’Istruzione, che Trump vuole chiudere, il 24% ai Veterani e il 20% alla Sanità. Già a maggio uno studio sull’area di Washington aveva rilevato che i tagli avevano riportato l’occupazione nera della regione ai livelli della pandemia.