Italiana, una Rai lontana dal Paese reale che sembra una tv locale (corriere.it)
di Aldo Grasso
A fil di rete
Italiana (powered by Rai) è il nuovo canale diretto da Angelo Mellone che ha sostituito Rai Scuola (canale 57 del dtt).
La linea editoriale (powered by Rai) ci informa che «il canale si propone come racconto emotivo e cross generazionale dell’Italia. Il concept valorizza un “mosaico” di persone, paesaggi, tradizioni e trasformazioni, con focus su luoghi/borghi, artigianato e impresa, made in Italy, natura/ambiente, enogastronomia, turismo del patrimonio, eventi/folklore, innovazione e sostenibilità, musica/cultura popolare».
Praticamente una tv locale a livello nazionale (powered by Rai); praticamente «Camper – Osteria Italia» a tempo pieno, con il solito inglese di servizio, per provincializzare il tutto con ambizioni globali. L’Italia, del resto, è un Paese meraviglioso: basta inquadrarlo con la luce giusta, possibilmente al tramonto, aggiungere un artigiano al lavoro, una sagra paesana e un piatto fumante, e il gioco è fatto.
Quanto al racconto «emotivo e cross generazionale», siamo pronti a commuoverci davanti a un nonno che insegna al nipote a fare il formaggio. Il conflitto generazionale, per una volta, si risolve a tavola (powered by Rai). Il problema non è raccontare l’Italia dei territori, dei mestieri e delle piccole comunità. È scambiare la promozione turistica per una missione culturale, il dépliant per un palinsesto, la celebrazione per la conoscenza.
Un Paese è anche contraddizioni, periferie, lavoro precario, paesaggi devastati, territori che si spopolano. Ma queste cose rovinano la cartolina e soprattutto complicano la narrazione identitaria: meglio un drone che sorvola il borgo dei borghi.
L’Italia reale può attendere. Quella in onda non ha problemi, ha soltanto eccellenze (powered by Rai). Resta da capire se Italiana sia davvero una rete sovranista. Forse è una definizione troppo impegnativa per un canale che aspira soprattutto alla sovranità del tortello, del borgo medievale e del drone sorvolante.
Più che TeleMeloni, una TeleProLoco con ambizioni nazionali. Al posto di Rai Scuola, una gita permanente; al posto delle lezioni, le degustazioni. Il servizio pubblico ci prepara al futuro: non cittadini, ma turisti. Con tanto di souvenir (powered by Rai).