
Striscione rivolto al cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, ieri mattina a Zola Predosa al termine della sua visita pastorale. Davanti all’ingresso del PalaVenturi, dove ha celebrato la messa solenne a conclusione della visita e che ha richiamato centinaia di zolesi, è stato infatti esposto un ampio lenzuolo bianco sul quale con vernice rossa c’era scritto: “Benvenuto Eminenza. Le vogliamo bene, però l’Islam sta in Moschea e NON a scuola”.
Nel mirino degli autori delle schede sull’Islam distribuite dalla Curia agli insegnanti di religione nelle scuole. “Conoscere una religione non significa introdurne l’insegnamento nelle aule scolastiche. È necessario preservare le tradizioni e le radici cristiane del nostro Paese, senza confondere il dialogo tra religioni con il ruolo educativo della scuola pubblica”, scrivono in un comunicato gli ex consiglieri comunali di Zola Lucio Vignoli (Forza Italia) e Domenico Nobile (Fratelli d’Italia) che, si sospetta, siano gli autori del lenzuolo di protesta.
“La scuola – proseguono Vignoli e Nobile – deve garantire una formazione basata sulla storia, sulla cultura e sui principi costituzionali italiani, nel rispetto della libertà religiosa di ogni cittadino”. Dall’insegnamento della religione all’integrazione e la composizione delle classi nelle scuole il passo è breve.
“Approviamo la proposta del Governo – affermano i due ex consiglieri comunali – di introdurre un limite alla concentrazione di alunni stranieri nelle singole classi”.
E Nobile, da qualche giorno uscito da Futuro Nazionale del generale Vannacci dove era approdato all’inizio di agosto, precisa: “Chi arriva in Italia deve impegnarsi a conoscere le radici cristiane che hanno profondamente segnato la storia e la cultura del nostro Paese”. Scuote la testa Davide Dall’Omo, sindaco di Zola, presente alla messa di Zuppi. “Il nostro arcivescovo – racconta – era molto dispiaciuto per essere stato frainteso. Pur non accennando all’episodio nell’omelia, a chi lo interpellava ha spiegato che la scheda sull’Islam è solo di orientamento e che, in passato, non c’era stato alcun clamore con quella sull’Ebraismo. La conoscenza, aggiungo io, non deve mai fare paura ad alcuno”.