Cesare Pavese a fumetti: coraggio e limiti di un adattamento (fumettologica.it)
È maledettamente difficile non cadere nella trappola della “macchina del Mito” quando si parla di Cesare Pavese.
Così dico subito che, per quanto riguarda l’opera in oggetto, rimando – e invito a conoscere – gli argomenti su Pavese portati da Gian Luigi Beccaria (che ne ha chiarito la scrittura poetica e la lingua “pulita” e “sonante”) e di Furio Jesi, che molto ha scritto sulla “religio mortis” nichilista che intesse tutto il tessuto dell’opera pavesiana. Senza dimenticare il Pavese uomo, in cui la dualità tra un disperato bisogno di amore e la crudele misoginia che emerge nei suoi testi, si offre come perfetta messa in scena del sacrificio mitico.
Detto questo, siamo qui per parlare di un fumetto che sulla carta poteva essere una scommessa azzardata o, peggio, una nuova tappa della macchina del mito pavesiano, in un’ottica di sfruttamento. La domanda che mi faccio: può un fumetto proporre una lettura “genuina”, senza cedimenti al mito (strumentalizzato a fini ideologici), di cui è oggetto Pavese? … leggi tutto

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