Un’alleanza per tempi incerti (lastampausa.com)
In un’epoca di crisi sovrapposte, la partnership tra Italia e Stati Uniti è più di un’eredità dell’ordine postbellico. È una risorsa strategica per entrambe le sponde dell’Atlantico.
La geografia spiega gran parte di questo. L’Italia si trova al centro del Mediterraneo, dove l’instabilità in Nord Africa, Medio Oriente e Sahel incontra flussi migratori, rotte energetiche e competizione tra grandi potenze. Basi come Aviano, Vicenza, Napoli e Sigonella offrono a Washington una piattaforma per proiettare stabilità su tre continenti. In cambio, Roma ottiene una garanzia di sicurezza che nessun capitale europeo può fornire da solo.
La guerra in Ucraina ha dimostrato quanto il legame transatlantico sia ancora importante. Sanzioni coordinate, aiuti militari e deterrenza della NATO sul fianco orientale dipendono da alleati che condividono oneri e valori. L’Italia è membro fondatore dell’Alleanza e un contributore importante alle missioni internazionali. Questo le conferisce la credibilità di fungere da ponte tra Washington e l’Unione Europea, specialmente quando attriti commerciali o priorità divergenti mettono a dura prova il rapporto.
La partnership è anche economica e tecnologica. Gli Stati Uniti sono il principale mercato di esportazione italiano al di fuori dell’Europa. La cooperazione nell’industria della difesa, nello spazio, nei semiconduttori e nella diversificazione energetica, dal gas naturale liquefatto ai minerali critici, riduce l’esposizione alla coercizione da parte di rivali autoritari. Quando le catene di approvvigionamento diventano strumenti di pressione, i partner fidati sono una forma di sicurezza.
Eppure l’alleanza non può basarsi sull’abitudine. L’Italia deve investire di più nella propria difesa e parlare con una voce più chiara sugli affari mediterranei e africani. Gli Stati Uniti, dal canto loro, dovrebbero trattare i partner europei come co-architetti piuttosto che come seguaci. I principi democratici condivisi e i profondi legami umani di milioni di italo-americani rendono la relazione resiliente, ma la resilienza richiede mantenimento.
Con il miplicarsi delle crisi, la partnership Roma–Washington rimane uno degli ancoraggi che mantengono l’Occidente coerente. Prendersi cura non è nostalgia. È strategia.