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  • Ucraina, Trump chiude accordo con Putin su Nord Stream e sanzioni allentate. E lascia crescere pressione russa su civili ucraini. VIDEOSERVIZIO dai corrispondenti e VIDEOGRAFICA (ageei.eu)
il 12 Ottobre 2026

Ucraina, Trump chiude accordo con Putin su Nord Stream e sanzioni allentate. E lascia crescere pressione russa su civili ucraini. VIDEOSERVIZIO dai corrispondenti e VIDEOGRAFICA (ageei.eu)

Ucraina, Trump chiude accordo con Putin su Nord Stream e sanzioni allentate. E lascia crescere pressione russa su civili ucraini. VIDEOSERVIZIO dai corrispondenti

Gasolio, Nord Stream e sanzioni allentate mentre l’Ucraina conta i morti.

Ucraina, Oleksandrivka, Donetsk – dai corrispondenti Alla Perdei e Giorgio Provinciali

Il Congresso gli ha chiesto di colpire la cassa del terrore russo. Donald Trump ha risposto riempiendola di dollari. Mentre l’Ucraina contava i morti elemosinando intercettori Patriot che continuano a non arrivare, il 9 ottobre il Tesoro americano ha autorizzato fino al 7 aprile 2027 operazioni sul diesel russo – prima vietate dalle sanzioni – che, all’opposto, andranno a finanziare proprio i missili russi.

Lo schiaffo che il presidente americano ha dato alla maggioranza di quei suoi stessi rappresentanti che appena pochi giorni fa gli avevano chiesto d’adottare misure draconiane per punire chi fa affari con Mosca è tanto sfacciato da suonare un insulto agli sforzi negoziali ucraini. Tanto da veder la squadra appena atterrata in Florida abbandonare anzitempo il meeting con quella americana.

Ucraina, una stazione di servizio distrutta da un bombardamento russo - foto di Alla Perdei e Giorgio Provinciali

(Ucraina, una stazione di servizio distrutta da un bombardamento russo – foto di Alla Perdei e Giorgio Provinciali)

La mattina dell’8 ottobre, a Pryluky il bilancio era salito a 22 morti e 54 feriti. Fra i 5 bambini uccisi dai russi, 3 avevano appena un anno e gli altri 8 e 13. Lo stesso giorno, a Kramatorsk le autorità locali contavano almeno 35 morti in meno di 24 ore, di cui 30 in un attacco russo agli autobus, 3 nel bombardamento d’un quartiere residenziale di Bilenke e 2 in un’automobile civile colpita da un drone. Venti i feriti nel solo attacco agli autobus, che ha portato alla decisione di sospendere il trasporto pubblico anche a Sloviansk. I morti a Kyiv erano 6 e 21 i feriti, con bambini di 1, 6, 12 e 16 anni fra le vittime. A Sumy, l’8 ottobre la polizia ha registrato un morto e quattordici feriti, compresi due dodicenni, in attacchi che hanno colpito diciannove località. Nella regione di Kherson, alle 17.30 di ieri la procura segnalava due morti e cinque feriti: una donna di 74 anni uccisa da un drone a Shyroka Balka e un uomo di 68 ucciso dall’artiglieria nella sua casa a Sadove. Fra l’8 e il 9 ottobre a Zaporizhzhia un automobilista è stato ucciso da un drone russo mentre percorreva una strada e la mattina seguente altre bombe guidate della stessa matrice hanno provocato un altro morto e diciannove feriti, fra cui due bambini, mentre un FPV russo colpiva un minibus fermo a una delle fermate nel centro della città da cui abbiamo registrato i nostri ultimi reportage. Un altro FPV centrava direttamente lo stemma dell’Ucraina sull’edificio del Consiglio dell’oblast’, sede dell’amministrazione regionale. Nella notte del 9 ottobre gli attacchi hanno investito anche Nikopol’ e Marhanets’, ferendo gravemente una ragazza di 24 anni. A Pechenihy, nella regione di Kharkiv, le bombe guidate hanno distrutto un allevamento già trasferito dalla zona di Kupiansk, uccidendo oltre trenta mucche mentre i lavoratori si mettevano al riparo al suono dell’allarme.

In totale, mentre il Cremlino ne celebrava il compleanno, negli episodi a cavallo tra il 7 e il 9 ottobre il dittatore russo spegneva un numero di vite di civili ucraini all’incirca pari ai suoi anni. Il regalo glielo stava confezionando il presidente americano in persona.

TRUMP HA ANNUNCIATO 300MILA TONNELLATE DI GASOLIO SUBITO. PER UN TOTALE DI 1,8 MLN DI TONNELLATE

Ucraina, camminando fra le macerie del più grande mercato di libri a Kyiv - foto di Alla Perdei e Giorgio Provinciali

(Ucraina, camminando fra le macerie del più grande mercato di libri a Kyiv – foto di Alla Perdei e Giorgio Provinciali)

Trump ha annunciato 300.000 tonnellate di gasolio subito, 500.000 a novembre e un milione successivamente. Fanno 1,8 milioni di tonnellate, a cui potrebbero aggiungersene altri tre subordinati alle condizioni delle raffinerie: dunque, fino a 4,8 milioni complessivi.

Per capirne il controvalore basta stimarne il costo in circa 1.200 dollari per tonnellata. Le prime tre forniture varrebbero 2,16 miliardi di dollari e il pacchetto completo 5,76 miliardi. Che si traducono in sangue ucraino secondo equazioni altrettanto semplici: al costo di 48.800 dollari per singola unità, fanno circa 44.300 droni d’attacco russi Geran-2 nelle prime tre forniture, che diventano potenzialmente circa 118.000 qualora l’accordo andasse in porto per intero. L’equivalente in missili balistici Iskander, dal costo stimato in circa tre milioni ciascuno, è di 120 vettori nella prima tranche, altri 200 nelle 500.000 tonnellate successive, 400 in quella dopo e così via, fino a un totale di circa 2000 missili regalati al terrorismo di stato russo mentre l’Ucraina elemosina ogni singolo intercettore Patriot. Basti sapere che sono bastate poche unità dei rispettivi vettori per produrre massacri come quelli appena descritti.

Tuttavia, per incassare quelle somme Mosca deve prima avere il gasolio da vendere. Gli attacchi ucraini alle raffinerie hanno ridotto la capacità operativa russa provocando una contrazione della produzione di diesel prossima al 30%, secondo quanto stimato dall’Agenzia internazionale dell’energia. Tanto che il Cremlino ha dovuto limitare le esportazioni per proteggere il mercato interno. Per intenderci, nella Crimea occupata il diesel ha raggiunto prezzi record e viene razionato, con un limite di trenta litri per veicolo. Dunque Mosca fatica già a garantire il carburante necessario ai propri consumatori. È questa la situazione che Trump presenta come soccorso energetico per gli americani.

Una telefonata non ripara le raffinerie colpite. Considerando che ad agosto S&P Global ha registrato 535.000 tonnellate di diesel russo esportate via mare verso tutti i mercati, i 4,8 milioni annunciati da Trump equivalgono a quasi nove mesi di quel flusso. Per renderli disponibili rapidamente servirebbero un forte recupero produttivo, scorte utilizzabili o forniture sottratte ad altri clienti in un momento in cui i bombardamenti ucraini stanno mettendo in ginocchio il settore petrolifero russo.

Ucraina, un bagnante in una spiaggia distrutta dai bombardamenti russi - foto di Alla Perdei e Giorgio Provinciali

(Ucraina, un bagnante in una spiaggia distrutta dai bombardamenti russi – foto di Alla Perdei e Giorgio Provinciali)

Persino l’intero pacchetto, se arrivasse tutto negli Stati Uniti, equivarrebbe ad appena nove giorni e mezzo della domanda americana di distillati, comprendenti diesel e gasolio da riscaldamento: meno di quanto servirebbe a coprire i consumi fino alle midterm del 3 novembre. Per esser chiari, le 300.000 tonnellate iniziali coprirebbero appena 14 ore e 15 minuti di fabbisogno americano. Senza contare che spostare verso gli USA carburante già destinato ad altri compratori non crea nuova offerta mondiale, mentre la guerra in Iran – che come abbiamo già visto è il principale motivo della crisi – aumenta il problema.

Presentare queste forniture come un soccorso immediato e risolutivo alla crisi americana è pura propaganda elettorale. Gli ucraini hanno colpito quelle infrastrutture per ridurre le risorse dell’aggressore, mentre Washington ne riabilita il commercio offrendo a Mosca un incentivo economico a proseguire la guerra.

La Russia sta già uccidendo senza questi nuovi ricavi ma per continuare a farlo ha bisogno di denaro. I documenti di bilancio esaminati da Reuters indicano una revisione delle entrate petrolifere e del gas previste per il 2026 da 8.900 a 7.600 miliardi di rubli, mentre la previsione di deficit raddoppia dall’1,6 al 3,2 per cento del PIL. A fronte di ciò, offrire nuovi sbocchi energetici può attenuare la pressione finanziaria proprio quando andrebbe intensificata.

Il Congresso americano aveva indicato a Trump proprio la direzione opposta a quella che ha imboccato. La legge Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act, firmata da Trump stesso il 18 settembre 2026 dopo l’approvazione del Congresso, prevede, fra l’altro, dazi fino al 500 per cento sulle importazioni dirette dalla Russia e fino al 100 per cento per determinate categorie di Paesi acquirenti o facilitatori. Trump ha sottoscritto quella legge e ventuno giorni dopo ha intrapreso unilateralmente scelte attuative opposte, infischiandosene del Congresso. Il 6 ottobre, la democratica Jeanne Shaheen e il repubblicano Roger Wicker hanno sollecitato Rubio e Bessent a tagliare i flussi di denaro e tecnologia che alimentano la guerra in vista della scadenza del 18 ottobre, per attuare gran parte delle disposizioni. Tre giorni dopo, il 9 ottobre, è arrivata la licenza sul diesel.

E Mosca che cosa offre in cambio? L’8 ottobre Dmitry Peskov ha dichiarato che Putin non considera il congelamento temporaneo della guerra una soluzione utile e che non si intravede ancora una prospettiva di accordo.

IL CASO NORDSTREAM

Ucraina, in arrivo inverno più terrificante di quello trascorso - foto di Alla Perdei e Giorgio Provinciali

(Ucraina, in arrivo inverno più terrificante di quello trascorso – foto di Alla Perdei e Giorgio Provinciali)

Nello stesso ambito del problema va circoscritto il caso Nord Stream. Secondo Reuters, interlocutori americani e russi hanno discusso possibili vendite di gas all’Europa e il coinvolgimento di capitali americani, con Kirill Dmitriev e Jared Kushner fra i protagonisti dei contatti descritti dalle fonti. L’Unione europea ha però vietato nel luglio 2025 le transazioni riguardanti i gasdotti Nord Stream. La Commissione ha chiarito che i divieti colpiscono le infrastrutture e le attività connesse: un nuovo proprietario americano non li farebbe affatto sparire. Inoltre l’UE ha stabilito l’eliminazione graduale delle importazioni di gas russo, con divieto completo del GNL dall’inizio del 2027 e di quello via gasdotto dall’autunno. Washington e Mosca non possono disporre per conto dell’Europa delle sue regole e della sua sicurezza.

 

Dinnanzi al massacro perpetrato dai russi a Pryluky, l’8 ottobre, Zelenskyj aveva già denunciato la contraddizione americana spiegando che discutere con Mosca i futuri progetti economici e contemporaneamente dichiarare che la diplomazia è in un vicolo cieco è un controsenso. Ha chiesto a Trump d’intensificare la pressione sulla Russia e il giorno dopo è arrivata l’apertura americana al diesel russo. Una decisione raggelante, arrivata proprio mentre le delegazioni ucraina ed europea raggiungevano Miami.
Zelenskyj ha addirittura rivelato che la parte ucraina aveva appreso dell’accordo soltanto un’ora prima dell’annuncio e che, durante i negoziati in Florida, i negoziatori americani non ne avevano fatto menzione.
La loro stessa presenza rischia così d’offrire una copertura diplomatica a decisioni prese sopra la testa degli ucraini.

AMMINISTRAZIONE TRUMP STA LASCIANDO CRESCERE PRESSIONE RUSSA SU CIVILI UCRAINI

Negli Stati Uniti si voterà per il Congresso il 3 novembre. Con ogni evidenza, l’amministrazione Trump sta lasciando crescere la pressione russa sui civili ucraini contando sul fatto che un ottobre ancor più feroce possa costringere Kyiv ad accettare condizioni che oggi rifiuta, nell’intenzione di presentare un accordo imposto a un Paese stremato come un proprio successo diplomatico, da spendere nelle elezioni di metà mandato.

Il calendario elettorale americano non conferisce però a Washington alcun diritto di pretendere il prezzo d’una capitolazione estorta. Dunque a Kyiv non resta che resistere fintanto che sia il popolo americano a render quella strada impraticabile, ricordando col proprio voto da che parte sta l’America.

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