Tre ore di colloquio per discutere della guerra in Ucraina, di un possibile incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin in Cina e di altri dossier internazionali. Il faccia a faccia tra il presidente russo e l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, al quale si è collegato anche Jared Kushner, è stato definito «significativo» dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Witkoff è arrivato a Mosca con nuove proposte, elaborate anche alla luce dei colloqui a Oslo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con rappresentanti europei. Al termine dell’incontro ha riferito che le parti hanno condiviso documenti sulle possibili vie per una soluzione pacifica. Peskov ha precisato che ora spetta a Putin valutare le proposte e ha ribadito la posizione russa: Mosca punta a un accordo di pace, non a una tregua limitata alle infrastrutture energetiche.
L’inviato americano ha descritto i colloqui come costruttivi e ha indicato che il confronto potrebbe proseguire con incontri tecnici trilaterali tra Stati Uniti, Russia e Ucraina. Trump, ha scritto, resta determinato a porre fine alla guerra e a promuovere una pace duratura.
Da parte ucraina, Zelensky ha detto a Fox News che sarebbe disposto ad accettare un’intesa che congelasse il conflitto lungo l’attuale linea del fronte, definendola una soluzione realistica per fermare i combattimenti. Il segretario di Stato Marco Rubio ha descritto come positive le discussioni di Oslo, pur riconoscendo che sono state difficili. A suo giudizio, un accordo richiederà concessioni da entrambe le parti; per Kiev, la priorità resta ottenere garanzie di sicurezza per prevenire una nuova invasione.
Putin ha inoltre comunicato la disponibilità russa a riprendere i negoziati trilaterali dopo la metà di novembre, su richiesta di Witkoff. Tra le possibili sedi per un prossimo incontro è stata indicata Abu Dhabi.
La polemica sull’aggettivo «compassionevole»
Il rilascio del cittadino statunitense Stephen Hubbard, 74 anni, detenuto in Russia da oltre quattro anni, è stato presentato da Witkoff come uno degli esiti del colloquio. Proprio in riferimento alla liberazione, l’inviato ha rivolto a Putin un elogio personale, definendolo «compassionevole». Le parole hanno provocato reazioni critiche all’interno del Partito repubblicano.
Il senatore Thom Tillis ha contestato duramente l’affermazione, invitando Witkoff a considerare le famiglie dei bambini ucraini rapiti e uccisi. Il collega John Cornyn ha definito Putin «un assassino a sangue freddo», mentre il deputato Don Bacon ha liquidato l’uscita dell’inviato come «un’altra figuraccia».
Dall’Onu ok al vertice trilaterale
Intanto, le Nazioni Unite hanno accolto con favore la possibilità di un incontro tra Trump, Putin e il presidente cinese Xi Jinping a margine del vertice Apec, in programma a Shenzhen il 18 e 19 novembre. Il portavoce dell’Onu Stéphane Dujarric ha osservato che è positivo quando i leader affrontano questioni rilevanti al più alto livello.
Trump si è detto disponibile a partecipare a un vertice trilaterale e Rubio ha indicato l’Apec come possibile occasione. Il Cremlino ha riconosciuto che l’ipotesi è sul tavolo, ma il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha chiarito che non esiste ancora un accordo né sono partiti preparativi concreti. Pechino, per ora, non ha confermato la propria partecipazione.