Stefania Cavallaro? Quanto a teatralità, rispetto a lei Emilio Fede sembrava un dilettante (corriere.it)
di Aldo Grasso
Cavallaro ha grinta, ritmo e una notevole padronanza della diretta. Ma pratica una forma evoluta di drammaturgia: quella in cui la notizia è importante, ma il modo in cui bisogna interpretarla lo è ancora di più
Emilio Fede era un dilettante. Almeno, in confronto a Stefania
Cavallaro, conservava un certo gusto per la teatralità, una qualche concessione alla commedia. La conduttrice del Tg4 pratica una forma più evoluta di drammaturgia: quella in cui la notizia è importante, ma il modo in cui bisogna interpretarla – seriosamente – lo è ancora di più.
La postura è parte integrante del metodo: sempre in piedi, sguardo fermo, espressione di chi non ha intenzione di farsi raccontare il mondo da chiunque.
Cavallaro non presenta le notizie: le presidia. Una lezione che sembra arrivare direttamente dalla scuola «Mario Giordano». Non si limita a condurre il tg, ne stabilisce preventivamente i confini, come un vigile che abbia deciso di multare il traffico prima ancora che le auto si mettano in movimento.
La sua è una conduzione assertiva, senza bisogno di alzare troppo la voce. La determinazione è tutta nello sguardo, nelle interruzioni, nelle domande che sembrano interrogativi soltanto per una convenzione sintattica. Il dubbio, del resto, è una risorsa preziosa del giornalismo, ma non sempre si concilia con chi ha già le idee chiarissime.
Anche la scelta degli interlocutori contribuisce alla riuscita dello spettacolo: Mauro Mazza, Daniele Capezzone, Annalisa Chirico… Le voci che condividono la visione del mondo della casa trovano un ambiente accogliente; quelle che arrivano dalla rive gauche sembrano invece presentarsi a un esame di maturità senza aver studiato.
Il contraddittorio c’è, naturalmente. Ma somiglia a certe partite di calcio nelle quali l’arbitro conosce benissimo il regolamento e ha anche un’idea
piuttosto precisa di chi dovrebbe vincere.
Il risultato è un curioso ibrido: il Tg4 della sera conserva la solennità dell’informazione, mentre la conduzione ne adotta i riflessi del talk militante. La neutralità non viene abolita: viene sostituita da una convinzione così energica da non sentire il bisogno di giustificarsi.
Cavallaro ha grinta, ritmo e una notevole padronanza della diretta. Non le manca nulla, insomma, per fare bene il suo mestiere. Resta da capire se il suo compito sia informare il pubblico o accompagnarlo gentilmente verso l’opinione più a portata di mano: la sua.