Salta al contenuto
  • Homepage
  • Contatti
Diario
  • Homepage
  • Contatti
  • Sei qui :
  • Home
  • Cultura ,
  • Diritti ,
  • Fascismo ,
  • Informazione ,
  • Mafie ,
  • Media ,
  • Memoria ,
  • Mondo ,
  • Nazismo ,
  • Politica ,
  • Razzismi ,
  • Scuola ,
  • Sociale ,
  • Società ,
  • Storia ,
  • Web
  • Perché un glossario dell’estremismo di destra (micromega.net)
il 1 Ottobre 2026

Perché un glossario dell’estremismo di destra (micromega.net)

di Steven Forti

(FOTO –  L’angelo del focolare – Max Ernst 1937).

Una cassetta degli attrezzi per smascherare le idee e i discorsi estremisti che inondano ormai il dibattito pubblico.

Come ricorda Cas Mudde, mentre negli anni della Guerra fredda l’estrema destra era considerata una normale patologia della democrazia occidentale, ossia un fenomeno premoderno sostenuto da una parte esigua della popolazione, dagli anni Novanta in qua è diventata una «normalità patologica»[1].

Detto in altre parole, i partiti di estrema destra sono sempre esistiti in tutte le latitudini dopo la fine della Seconda guerra mondiale, ma è nell’ultimo trentennio che si sono progressivamente trasformati in attori di primo piano della politica europea e, più recentemente, del continente americano fino ad arrivare al governo di diversi paesi, come l’Ungheria, la Polonia, l’Italia, l’Austria, il Belgio, i Paesi Bassi, la Slovacchia, la Repubblica Ceca, la Finlandia, l’Argentina, il Brasile, il Cile, gli Stati Uniti… E dove ancora non è seduta nel Consiglio dei ministri – dalla Francia alla Germania, dal Regno Unito alla Spagna, dal Portogallo alla Romania – l’estrema destra è ormai alle porte del palazzo con risultati elettorali inimmaginabili solo una ventina d’anni fa.

La normalizzazione dei partiti di estrema destra, ovvero il fatto che queste formazioni politiche siano considerate da molte persone un’opzione politica accettabile, è frutto di diversi fattori, tra cui l’aumento delle disuguaglianze, la personalizzazione della politica, la crisi della rappresentanza, l’impatto di una serie di cambiamenti – l’aumento dei flussi migratori, ad esempio – e la trasformazione del sistema mediatico[2].

Riguardo a quest’ultimo punto, è necessario segnalare, da una parte, il graduale declino dei media tradizionali e, dall’altra, l’impatto di Internet, l’ascesa dei social network e la creazione di media “alternativi” con tutti gli annessi e connessi che ormai conosciamo bene. Tra questi, troviamo fenomeni come la disinformazione, la diffusione di fake news e di fantasie cospirative o la post-verità. Nel 2016, anno della Brexit e della prima vittoria elettorale di Donald Trump, non a caso l’Oxford Dictionary scelse proprio “post-verità” come parola dell’anno, definendola come l’insieme delle «circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti nella formazione dell’opinione pubblica rispetto ai riferimenti alle emozioni e alle convinzioni personali».

Il funzionamento dei social network permette poi la creazione delle filter bubbles (bolle di filtraggio) o delle echo chambers (camere dell’eco) – direttamente collegate ai bias selettivi o di conferma – che producono gregarismo online e un aumento sia della polarizzazione ideologica e affettiva – cioè delle opinioni – sia della polarizzazione della rete – cioè della struttura delle interazioni.

Tutto ciò è cruciale, perché il passo previo all’accettazione sociale dei partiti di estrema destra è la normalizzazione delle idee da essi sostenute e diffuse. È solo allora che partiti marginali possono ambire a diventare centrali nella società. Questo processo è iniziato decenni fa, spesso senza che ce ne accorgessimo, e il risultato è davanti ai nostri occhi. Le fantasie cospirative e le teorie del complotto regnano sovrane, a partire da quella della Grande Sostituzione, secondo cui è in atto un piano delle élites “globaliste” per sostituire la popolazione europea con immigrati musulmani.

Ormai scandalizza sempre meno che importanti influencer Maga affermino in pubblico che le donne non dovrebbero avere diritto di voto, che il presidente argentino Javier Milei consideri la giustizia sociale un cancro da estirpare, che praticamente tutti i leader dell’estrema destra europea sostengano la deportazione di milioni di migranti come una misura ragionevole o che membri del governo israeliano disumanizzino i palestinesi fino a chiamarli “animali” e a giustificare un genocidio.

Detto in soldoni, l’estremismo di destra è diventato in buona misura mainstream. E questo si deve al fatto che quella che in sociologia si chiama finestra di Overton si è spostata radicalmente a destra, ovvero idee considerate inaccettabili sono diventate di senso comune e, ultimo passaggio, vengono incluse nell’ordinamento giuridico. Due esempi recenti: in Russia e in Ungheria, l’omosessualità è paragonata legalmente alla pedofilia, mentre negli Usa dichiararsi antifascisti comporta essere considerati membri di un gruppo terrorista. Parallelamente, l’hate speech – ossia, nella definizione dell’Enciclopedia Treccani, l’«espressione di odio rivolta, in presenza o tramite mezzi di comunicazione, contro individui o intere fasce di popolazione» – è diventato il nostro pane quotidiano, anche grazie alla creazione di un vero ecosistema mediatico – non solo digitale – che è stato efficacemente definito “fasciosfera”[3].

Cogliendo le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e da un contesto segnato dall’aumento della sfiducia della cittadinanza verso le istituzioni e gli esperti, l’estrema destra ha adottato – coscientemente o meno, poco importa – la strategia metapolitica ideata nei lontani anni Settanta da Alain de Benoist e dalla Nouvelle Droite francese. In sintesi, la battaglia delle idee per conquistare l’egemonia culturale, passo previo per poter ambire all’egemonia politica[4]. In tempi più recenti, poi, si è aggiunto il ricorso a narrazioni basate sulle emozioni e sui sentimenti in contrapposizione ai fatti e ai dati, l’utilizzo dell’umorismo e dell’ironia – con alte dosi di provocazione e trasgressione – o la centralità assegnata alle guerre culturali[5].

Detto ciò, di fondo, troviamo sempre delle parole o dei concetti – da declino dell’Occidente a ordine naturale delle cose, da globalismo a marxismo culturale, da free speech a ideologia gender – che “nascondono” delle narrazioni estremiste. Queste distinguono chiaramente tra un in-group (moralmente ed eticamente) superiore, percepito come legittimo, e un out-group, considerato inferiore e pericoloso, contro il quale l’in-group deve attivarsi per difendere i propri interessi a tutti i costi, anche ricorrendo alla violenza. Le narrazioni estremiste si basano spesso sullo storytelling, nel senso che evocano una sequenza strutturata di eventi che implicano una costruzione di dicotomie manichee (noi/loro), per ancorare emotivamente e rafforzare le visioni del mondo, ma anche per diffondere e normalizzare le ideologie.

Le narrazioni estremiste non sono nate ieri, ovviamente. In molti casi, circolano da oltre un secolo, adattandosi ai diversi contesti storici e geografici. Questo adattamento è fondamentale per comprendere come tali narrazioni persistono e si evolvono. Prendendo come metafora la teoria rizomatica, possiamo comprendere come le narrazioni si espandono e si connettono in modo non lineare, come le radici di un rizoma[6].

Questa flessibilità consente loro di adattarsi ai mutevoli contesti storici e sociali, mantenendo rilevanza ed efficacia. La natura riciclabile delle narrazioni estremiste, così come la loro capacità di reinventarsi e circolare attraverso il tempo e lo spazio, sono elementi chiave per comprenderne forza e permeabilità sociale. Detto in altre parole, queste narrazioni – siano esse legate alla nazione, al genere o alla scienza – non scompaiono mai, ma si trasformano e riaffiorano, mantenendo sempre il nucleo delle loro idee fondamentali.

In tempi in cui la memoria è sempre più corta, la verità dipende dai sentimenti di ciascuno e l’estrema destra è diventata mainstream, abbiamo creduto utile stilare un glossario delle principali parole dell’estremismo di destra di questi anni Venti del XXI secolo. Questa rubrica, che durante il 2026 si arricchirà a cadenza regolare di un nuovo termine, si propone come cassetta degli attrezzi per capire cosa si “nasconde” dietro ognuna di queste parole, quali narrazioni vi sono sottese, qual è la loro origine, come si sono trasformate nel tempo, come sono riaffiorate, come circolano nello spazio, come vengono utilizzate e con quali obiettivi. Per quanto sia un’ovvietà, è bene ricordare che solo una cittadinanza informata può difendere i valori democratici. Conoscere è il primo passo per poter smascherare le idee e i discorsi estremisti che inondano ormai il dibattito pubblico in Italia e in tutto il mondo.

Il glossario dell’estremismo di destra, ideato e coordinato da Steven Forti, si nutre della collaborazione di storici, sociologi, politologi e sociolinguisti di diversi paesi europei membri di ARENAS (Analysis of and Responses to Extremist Narratives), progetto finanziato dal programma di ricerca e innovazione Horizon Europe dell’Unione europea.
___________________
[1] Cas Mudde, Ultradestra. Radicali ed estremisti dall’antagonismo al potere, Luiss University Press, 2020, p. 124.
[2] Si veda tra gli altri, Yascha Mounk, Popolo vs democrazia. Dalla cittadinanza alla dittatura, Feltrinelli, 2018 e Roger Eatwell e Matthew Goodwin, National Populism. The Revolt Against Liberal Democracy, Penguin Books, 2018.
[3] Si veda Dominique Albertini e David Doucet, La fasciosfera. Come l’estrema destra ha vinto la battaglia della rete, La nave di Teseo, 2018.
[4] Al riguardo rimando al mio Estrema destra 2.0. Cos’è e come combatterla, Castelvecchi, 2025, pp. 195-204.
[5] Si veda James Davison Hunter, Culture Wars. The Struggle To Control The Family, Art, Education, Law, And Politics In America, Basic Books, 1991.
[6] Si veda Gilles Deleuze e Félix Guattari, Mille piani, Castelvecchi, 1980.

Archivi

Feed RSS: ANSA ANSA

  • E' morta Barbara Spinelli 7 Ottobre 2026
    Ex europarlamentare della sinistra e giornalista, figlia di Altiero. Lo rendono noto fonti parlamentari europee a Strasburgo
  • Presidenza Ue: 'Necessaria la tassazione degli extra-profitti delle società energetiche' 7 Ottobre 2026
    Il ministro irlandese Byrne: 'Dobbiamo compensare il carovita e le perdite delle famiglie'
  • La lunga campagna elettorale europea 7 Ottobre 2026
  • Legge elettorale: la Camera approva la fiducia sull'articolo 3 con 228 sì 7 Ottobre 2026
    Si tratta dell'ultima questione di fiducia posta dal governo, ieri l'ok alle prime due. Domani il voto segreto
  • Un altro atto del Ris non depositato nel 2007, 'Dna maschile sui pedali' 7 Ottobre 2026
    Rintracciato da Pm Pavia l'11 settembre, é il foglio di lavoro mai inserito nelle relazioni
  • Zelensky: 'Solo oggi 11 morti in Ucraina, il regalo di compleanno dei russi per Putin' 7 Ottobre 2026
    Attacco a Pryluky. Tra le persone soccorse ci sono anche 3 bambini. Missili anche a Dnipro e Kremenchuk
  • Il Nobel per la Chimica a Kagan e Soai 7 Ottobre 2026
    Premiati per la scoperta dell'effetto non lineare dell'autocatalisi nella sintesi organica: 'Hanno fornito una soluzione a un mistero chimico vecchio di oltre un secolo'
  • Attacco con coltello in Polonia, arrestato un 19nne. Ferite sette persone 7 Ottobre 2026
    L'aggressione è avvenuta nei pressi di una scuola professionale a 120 chilometri da Varsavia
  • 'George Clooney aprirà un ristorante italiano nel sud della Francia' 7 Ottobre 2026
    Var-Matin, il progetto dell'attore ristoratore nel villaggio provenzale di Cotignac
  • 'Washington preme su Mosca, nota sul decesso legato alla peste'. Il Cremlino: 'A noi nessuna richiesta' 7 Ottobre 2026
    La Russia ha fornito finora 'scarse informazioni sul misterioso episodio'
Ottobre 2026
L M M G V S D
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  
« Set    

Categorie

  • Ambiente
  • Archivio GD
  • Articoli GD
  • Audio
  • Bologna 2021
  • Casa
  • Comunità
  • Consumi
  • Cultura
  • Diritti
  • Disabilità
  • Economia
  • Europa
  • Fascismo
  • Giustizia
  • Informazione
  • Lavoro
  • Libri
  • Mafie
  • Media
  • Memoria
  • Migranze
  • Minori
  • Mondo
  • Musica
  • Natura
  • Nazismo
  • Politica
  • Pubblicità
  • Razzismi
  • Salute
  • Scienza
  • Scuola
  • Sociale
  • Società
  • Sostenibilità
  • Sport
  • Storia
  • Tecnologia
  • Territori
  • Terzo Settore
  • Trasporti
  • Uncategorized
  • Viaggi
  • Video
  • Web
  • Welfare

Meta

  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org

Copyright Diario 2026 | Theme by ThemeinProgress | Proudly powered by WordPress

Facebook
Facebook
fb-share-icon