No alla contenzione meccanica (facebook.com/manconi)
Nei giorni scorsi la Commissione per la tutela dei Diritti Umani ha approvato, con una condivisione ampia tra partiti e gruppi parlamentari, una importantissima risoluzione sulla contenzione meccanica.
È il risultato di un lavoro iniziato tantissimi anni fa e che mira a superare, definitivamente, una pratica inumana e incostituzionale.
Qui, un estratto dell’intervento dell’On. Filippo Sensi, che riassume il senso della risoluzione:
Abbiamo individuato in un sistema di monitoraggio degli interventi di contenzione meccanica nei dipartimenti di salute mentale, nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura, nei reparti ospedalieri di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, nelle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza uno strumento prezioso per avere finalmente un quadro completo e aggiornato di questa pratica ancora troppo diffusa. E ad ottenere un report periodico di tutti i dati, oltre che percorsi formativi e investimenti per fare delle fascette il relitto di un passato oscuro.
Nella convinzione che avere i dati, la trasparenza, possano essere un poderoso disincentivo al ricorso alla contenzione meccanica nel nostro Paese. Sapere chi, per quanto tempo, perché, sulla base della decisione di chi è stato legato ha una forza dirompente che mette capo direttamente a quel rimuovere gli ostacoli che la Costituzione pone come sua missione progressiva di liberazione.
Con questa risoluzione, precisa, mirata, noi impegniamo il governo, questo e quelli che verranno, con l’autorità che in una Repubblica parlamentare promana dalle Camere, a camminare verso il superamento definitivo di una pratica che la nostra Costituzione non ammette.