La sentenza Petrocelli «putiniano». Assolte le firme del Corriere
Aveva citato in giudizio le giornaliste Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini, oltre al direttore Luciano Fontana, chiedendo un risarcimento di 90mila euro.
Ma il giudice del tribunale civile di Roma ha accolto le argomentazioni dell’avvocato Caterina Malavenda e respinto la richiesta di Vito Rosario Petrocelli, ex presidente della commissione Esteri del Senato e lo ha condannato a versare 12 mila euro. Al centro della controversia l’articolo pubblicato il 5 giugno 2022 dal titolo «Influencer e opinionisti.
Ecco i Putiniani d’Italia» in cui lo stesso Petrocelli, parlamentare del M5S, era citato per la mail bombing da parte di attivisti pro-Russia che sostenevano il suo rifiuto a lasciare la guida della commissione nonostante l’ultimatum del segretario del suo partito Giuseppe Conte.
Nel ricorso Petrocelli lamentava un «contenuto offensivo della sua reputazione», ma la giudice Stefania Ciani spiega che «da anni era “percepito” come esponente filorusso», sottolinea «il tenore di alcune dichiarazioni pubbliche dallo stesso rilasciate sulla Russia, dalla sua opposizione all’invio di armi all’Ucraina, oltre che dalla permanenza alla guida della Commissione Affari Esteri nonostante le richieste di dimissioni provenienti dal suo stesso partito» e aggiunge: «La qualificazione giornalistica di putiniano non è certamente di per sé sola offensiva e lesiva della reputazione della persona cui viene attribuita».
Scrive la giudice: «Le giornaliste hanno riferito fatti attinti da fonte confidenziale attendibile», Petrocelli «non ha specificamente dedotto quale sia il fatto e la notizia falsa che lo riguardava». Inoltre «le giornaliste hanno rispettato i limiti della continenza, non essendo nell’articolo in esame ravvisabili espressioni offensive, allusive, contenenti insinuazioni, ovvero eccedenti lo scopo informativo, della cui rilevanza non è dato dubitare considerata la carica pubblica rivestita all’epoca».