Salta al contenuto
  • Homepage
  • Contatti
Diario
  • Homepage
  • Contatti
  • Sei qui :
  • Home
  • Cultura ,
  • Diritti ,
  • Europa ,
  • Fascismo ,
  • Giustizia ,
  • Informazione ,
  • Mafie ,
  • Memoria ,
  • Mondo ,
  • Nazismo ,
  • Politica ,
  • Storia ,
  • Territori
  • La pace è una cosa seria (corriere.it)
il 20 Settembre 2026

La pace è una cosa seria (corriere.it)

di Ernesto Galli della Loggia

Culture politiche

La sinistra italiana scherza col fuoco. Essa rischia per la seconda volta nella sua storia di dare un contributo decisivo a consegnare il Paese ad un marasma irto di pericoli decretando, insieme, il proprio suicidio politico. E lo fa di nuovo a proposito della questione cruciale della guerra: come già fu nel 1919-20, quando la sua azione contribuì a produrre la nascita e la vittoria del fascismo.

Mi chiedo se di tutto questo abbia una pur pallida consapevolezza Virginia Libero, la ventottenne segretaria nazionale dei giovani del Partito democratico, fedelissima della Schlein, la quale l’altro giorno, in un comizio dai toni incendiari tenuto alla Festa dell’Unità a Reggio Emilia, rivolgendosi evidentemente alla maggioranza di governo ha detto: «Non saremo i soldati delle vostre guerre (…) alle guerre andateci voi perché noi organizzeremo i disertori. Per noi patria significa ripudiare la guerra (…) non saremo spettatori e arriveremo senza chiedere permesso».

Una voce isolata? Per nulla.

A rincalzo ecco infatti un altro membro della segreteria dei «giovani democratici» (mai denominazione mi è sembrata più inappropriata), Marco Rocco De Luca, che sempre in un comizio a Reggio Emilia, dopo aver rivendicato la propria qualifica di «nipote del comunismo italiano» ha dichiarato di voler «distruggere questo capitalismo e liberarci dal giogo imperialista Usa, dal giogo sionista e dall’oppressione dei potenti».

Sia quelle di Libero che quelle di De Luca sono parole intrise di un’aggressività roboante e di maniera, dettate solo da una sfrenata quanto infantile vis polemica, e specie per quanto riguarda la promessa di diserzione, gonfie di una retorica insurrezionalistica semplicemente grottesca dal momento che il governo italiano, oltre a una piena solidarietà politica, ha offerto all’Ucraina soprattutto materiale non militare e ha sempre assicurato che neppure un uomo o una donna del nostro esercito metteranno mai piede in quel Paese.

Ma quelle risuonate a Reggio Emilia sono soprattutto parole stupefacenti sulla bocca di militanti del Pd perché incompatibili con qualsiasi opposizione che miri ad assumere responsabilità di governo in una democrazia parlamentare come quella italiana. Non da ultimo — vero segretaria Schlein? — per il piccolo particolare che esse sfidano apertamente il dettato di almeno due o tre articoli della Costituzione della Repubblica; e dunque sarebbe stato più che opportuno che qualcuno della segreteria del Pd si affrettasse a correggerle e magari a prenderne le distanze immediatamente e nel modo più netto.

Ciò che tuttavia dei comizi di Libero e di De Luca deve colpire di più l’opinione pubblica è qualcos’altro, a me pare. È il loro valore di sintomo, di spia, di un orientamento politico che negli ultimi anni ha conquistato parti significative della gioventù italiana. Di quella gravitante non solo nel mondo della sinistra diciamo così tradizionale. Sappiamo dai giornali, ad esempio, che Virginia Libero, oggi anche convinta militante pro Pal, è stata pure una «scout», cioè appartenente a un movimento giovanile proprio del mondo cattolico.

Che cosa si agita dunque nella mente di questa gioventù? Che cosa c’è dietro questo straparlare eccitato potenzialmente pronto però a divenire, o comunque ad alimentare, l’esaltazione violenta cui abbiamo assistito in tanti cortei degli ultimi anni?

Essenziale, mi sembra, una vasta ignoranza del passato, della storia. Dicendo questo non c’è in me alcuna volontà di disprezzo: se i giovani sanno poco è colpa soprattutto di noi «grandi» che negli ultimi decenni abbiamo fornito loro un’istruzione sbagliata e/o insufficiente.

Non conoscere la storia (e al suo posto invece una qualche mitologia ideologica) significa avere con la realtà sociale un rapporto che facilmente diviene un rapporto onirico, di sogno. In base al quale invece degli esseri umani in carne ed ossa ci si dipinge un mondo di angeli da una parte e di demoni dall’altra, un mondo in bianco e nero. Che o non conosce vincoli e costrizioni, e dunque nel quale tutto è possibile, o, viceversa, che è dominato da poteri onnipotenti e ostili con cui è inevitabile una guerra all’ultimo sangue.

Ma dunque un mondo che per definizione non è quello della democrazia: intendo della democrazia dei partiti, delle elezioni e del parlamento, dominato dalla fatica del consenso e costantemente insidiato dal grigiore inevitabile del compromesso. Del compromesso non solo con l’avversario ma da quello ben più importante con i propri sogni.

E non basta, perché in una gioventù ignara della storia e perlopiù anche ignara — grazie al tenore di vita di cui bene o male gode — delle durezze dell’esistenza quotidiana, la mancanza di senso della realtà tende inevitabilmente a produrre quel veleno mortale della politica che è il moralismo. Moralismo che come si sa, è cosa ben diversa dall’avere principi morali e comportarsi seguendo tali principi, bensì vuol dire giudicare i fatti e le persone astraendo dalle circostanze e applicando unicamente il criterio di ciò che è formalmente giusto e ciò che è formalmente sbagliato. Ad esempio ponendo sullo stesso piano la violenza di chi aggredisce e la violenza di chi è aggredito e dunque considerando l’uno e l’altro colpevoli allo stesso modo di non volere «la pace».

Sono ormai anni che la sinistra italiana, lei stessa dimentica della storia, lungi dal contrastare tutto questo insieme di inclinazioni le ha viceversa coltivate e diffuse a piene mani trovando facile ascolto specie nella gioventù del Paese. Che oggi per bocca di Marco Rocco De Luca ci assicura baldanzosamente di essere pronta a «salpare con coraggio verso nuovi orizzonti». Benissimo, ma prima della partenza qualcuno l’avverta che Crosetto non è Cadorna, e che su quei nuovi orizzonti si staglia, in realtà, solo il profilo di un’ennesima, immancabile sconfitta .

Archivi

Feed RSS: ANSA ANSA

  • Salvini: 'Se non c'è scostamento di bilancio la legge sia coraggiosa' 23 Settembre 2026
    'Essere condizionato dallo zero virgola ci fa lavorare male'. FdI: 'Lo scostamento di bilancio ora non è la cosa da fare'
  • L'Ocse rivede al rialzo le stime del pil dell'Italia per il 2026. 'Pil globale meglio del previsto' 23 Settembre 2026
    A +0,9%, invariato nel 2027. Prezzi al 2,6% il prossimo anno nel nostro paese. Il Pil mondiale frena a +2,9% nel 2026, +3% nel 2027
  • Il Papa: 'Tutelare i migranti minori, vivono sofferenze indicibili' 23 Settembre 2026
    Domenica 27 la Giornata mondiale del Rifugiato
  • Valditara: 'La norma sul tetto agli stranieri a scuola sarà un decreto legge' 23 Settembre 2026
    'Criterio puramente linguistico, vale anche per gli studenti ue che non sanno l'italiano. Nessuno scontro col Quirinale, strumentalizzate le parole di Mattarella'
  • Morto un operaio al Colosseo, Meloni: 'Morte inaccettabile' 23 Settembre 2026
    La vittima di 22 anni è caduta da un'altezza di dieci metri. Il Parco archeologico ha disposto la chiusura dell'Anfiteatro Flavio in segno di lutto
  • La risposta del Cremlino dopo l'incontro Trump-Zelensky: 'Non ci sono presupposti per i negoziati' 23 Settembre 2026
  • Marte, nel cratere Jezero un sistema di laghi e acque idrotermali 23 Settembre 2026
    La zona diventa così sempre più interessante per la ricerca di tracce di vita passata
  • Il Board of peace presenta il piano per Gaza 23 Settembre 2026
    Progetto del valore di 2,45 miliardi di dollari. In 6 mesi alloggi temporanei, rimozione macerie e riabilitazione degli ospedali
  • Le allucinazioni non sono più quelle di una volta 23 Settembre 2026
  • Minore pianifica un'aggressione con coltello a una docente, sventata dai compagni 23 Settembre 2026
    È accaduto in un Istituto comprensivo di Lamezia Terme. Scoperto un gruppo Telegram
Settembre 2026
L M M G V S D
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930  
« Ago    

Categorie

  • Ambiente
  • Archivio GD
  • Articoli GD
  • Audio
  • Bologna 2021
  • Casa
  • Comunità
  • Consumi
  • Cultura
  • Diritti
  • Disabilità
  • Economia
  • Europa
  • Fascismo
  • Giustizia
  • Informazione
  • Lavoro
  • Libri
  • Mafie
  • Media
  • Memoria
  • Migranze
  • Minori
  • Mondo
  • Musica
  • Natura
  • Nazismo
  • Politica
  • Pubblicità
  • Razzismi
  • Salute
  • Scienza
  • Scuola
  • Sociale
  • Società
  • Sostenibilità
  • Sport
  • Storia
  • Tecnologia
  • Territori
  • Terzo Settore
  • Trasporti
  • Uncategorized
  • Viaggi
  • Video
  • Web
  • Welfare

Meta

  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org

Copyright Diario 2026 | Theme by ThemeinProgress | Proudly powered by WordPress

Facebook
Facebook
fb-share-icon