«Il sostegno militare resta necessario Andiamo oltre gli slogan, serve responsabilità» (corriere.it)
L’intervista
di Maria Teresa Meli
Guerini: applausi a Meloni? Per le frasi su Kiev
ROMA Lorenzo Guerini, le astensioni incrociate sull’Ucraina sono il segnale di un possibile accordo?
«È il segno che prima o poi bisogna andare oltre gli slogan buoni per la propaganda e confrontarsi con la realtà. E la realtà ci dice che il tema dell’Ucraina, ma più in generale la fase tumultuosa della politica internazionale con le crisi drammatiche che la caratterizzano, impone a tutti noi serietà e responsabilità. Per una risposta del centrosinistra, e io lavorerò per questo, che ne sia all’altezza».
La risoluzione pd è un cedimento a Conte?
«Nella risoluzione del Pd, nelle premesse, si dice testualmente “l’Italia e l’Europa devono continuare a sostenere l’Ucraina sul piano umanitario, economico e militare”. Oltre al richiamo, nel dispositivo, all’aiuto all’Ucraina mediante tutte le forme di assistenza necessarie al rispetto del diritto di autodifesa sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. E, le assicuro, continuerà a essere così fino a quando giungeremo alla pace».
Nel programma dell’alleanza non ci sarà il sostegno militare?
«Il sostegno militare all’Ucraina è necessario perché non si può confondere la pace con la resa imposta all’aggredito. E senza il nostro sostegno, intendo nostro come Europa, l’Ucraina sarebbe abbandonata nella sua lotta di resistenza all’invasore. Sostenere l’Ucraina è l’unico modo per impedire che Putin tragga guadagni dalla prosecuzione dell’aggressione. E apra la prospettiva a un negoziato credibile perché divenuto più “conveniente” rispetto alla prosecuzione della guerra».
Alcuni riformisti pd hanno applaudito la premier.
«Si è trattato di un sostegno circoscritto all’impegno a continuare a sostenere un Paese invaso da Putin. La nostra critica al governo è molto chiara, anche al discorso di ieri della presidente del Consiglio: un europeismo che continua a mancare per pagare dazio alle pulsioni sovraniste che attraversano la destra e al timore della concorrenza di Vannacci. E l’appiattimento su Trump su cui registro un seppur tardivo ripensamento. Traducendo tutto ciò in una posizione della destra che si abbandona alla tentazione di scaricare sull’Europa le sue incapacità».
Ma che ruolo può giocare l’Ue dal momento che Trump e Putin si sono accordati?
«L’accordo tra Trump e Putin reggerà fino alle elezioni di midterm che sono il vero motivo di quel patto inaccettabile. L’Europa in questi anni ha fatto ciò che doveva fare, con la risposta straordinaria di unità e determinazione all’aggressione di Putin alla pace continentale. E questo ci impone di stare a fianco dell’Ucraina per arrivare al negoziato. Contribuendo ad esso, allargando lo spettro delle questioni che lo definiranno: non solo il possibile congelamento lungo la linea del fronte e credibili garanzie di sicurezza future per Kiev, ma anche l’adesione ucraina all’Ue e l’architettura di sicurezza futura sul continente europeo. Ecco, credo che questo sia il contributo decisivo che l’Europa può dare al raggiungimento della pace».
Quale ruolo dell’Italia in questo quadro?
«Intanto si dovrà recuperare con forza la prospettiva europeista che il sovranismo della destra italiana ha molto indebolito. Noi vogliamo che i prossimi siano gli anni di un salto in avanti del progetto europeo perché le grandi sfide che abbiamo di fronte necessitano di una taglia politico-dimensionale che non può trovare un’efficace risposta nei nazionalismi e nei particolarismi. Assumendo tutte quelle scelte, anche di governance europea, a partire dal superamento del diritto di veto, che la destra italiana invece avversa».
Nel centrosinistra si sostiene che le spese militari sottraggano soldi alla sanità.
«La politica ha il compito di mettere in ordine le priorità, certamente, ma sulla base della consapevolezza dei fatti. L’Europa ha significative lacune in ambiti strategici per la nostra sicurezza. In un contesto in cui la potenza della tecnologia allarga le superfici da difendere, basta pensare alle centinaia di attacchi cyber quotidiani, e nel contempo espande la pericolosità degli attori ostili. Questo è il tema della Difesa comune europea e delle scelte conseguenti necessarie. Il centrosinistra sia coraggioso e faccia propria questa sfida: l’Europa è la nostra comunità di destino, non per un cedimento romantico, ma per rendere più forti le nostre società».
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