L’ineffabile leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte, non rinuncia a porre veti sui potenziali alleati di centro e in particolare su Matteo Renzi che, ai suoi occhi, ha il torto storico di averlo defenestrato per aprire le porte di Palazzo Chigi a una personalità di grande autorevolezza internazionale come Mario Draghi.
Conte chiede alla segretaria del Pd, Elly Schlein, di garantire sull’affidabilità di Renzi ma lui, Conte, che garanzie dà agli alleati? Eppure ne dovrebbe dare tante. La prima garanzia che Conte dovrebbe dare al centrosinistra riguarda la sua indipendenza dalla Russia dopo le sue ripetute sbandate pro-Putin. Seconda garanzia dopo la svolta filo-Russia di Donald Trump: Conte può garantire che, nel caso andasse al Governo, non inventerebbe pasticci anti-Kiev con il tycoon della Casa Bianca (“eh, caro Giuseppi, ricordi i bei tempi andati”?)?
Terza garanzia di ordine politico nazionale: Conte, che ha presieduto governi opposti, prima con la Lega di Salvini (ricordate i decreti sicurezza?) e poi con il Pd, che garanzie può dare che, malgrado le evidenti convergenze di politica estera, non replicherebbe le alleanze con l’estrema destra? Infine la politica economica: facciamo finta di dimenticare le smargiassate dei Cinque Stelle sull’”abolizione della povertà” con il reddito di cittadinanza, ma quali garanzie può dare Conte che non rispolvererebbe un provvedimento, pur lodevole nelle intenzioni originarie ma poi stravolto nella sua esecuzione, come il Superbonus che ha letteralmente sconvolto i conti pubblici?
Presidente Conte, prima di chiedere garanzie di affidabilità agli altri, provi a darne qualcuna anche lei.