Chi attacca chi? Il Fango Quotidiano (facebook.com/marco.setaccioli)
Se Marco Travaglio vuole giocare a “Chi attacca chi”, io ci sto, ma poi non deve lamentarsi se il suo stesso ordine di appartenenza definisce i suoi interventi “apertamente orientati”.
L’editoriale di Travaglio è un florilegio di minacce occidentali contro Kaliningrad, guarda caso le stesse denunciate da Putin anche oggi, tra dichiarazioni bellicose, esercitazioni e con i baltici in prima fila trattati come ridicole pulci pronte ad attaccare l’orso.
Basta avere un QI di poco più alto di un pesce rosso, o di un lettore medio del Fatto Quotidiano per sapere che di vero c’è poco o nulla. Quasi tutto è, come sempre, falso, manipolato o decontestualizzato con soliti scopiazzamenti dalla propaganda russa ai quali non può proprio resistere.
È ad esempio falso che la Lituania abbia modificato la costituzione. L’iter per l’abolizione dell’art. 137 (che vieta la presenza di armi nucleari sul territorio) è stato solo avviato, ma anche se e quando quell’articolo dovesse essere abrogato, non ci saranno armi nucleari “puntate contro Kaliningrad”. Questo perché la NATO ha da sempre evitato il dispiegamento di testate atomiche e vettori balistici sul fianco orientale. Un’attenzione che la Russia purtroppo non ricambia, dal momento che diverse regioni russe del versante occidentale, cioè rivolte verso la NATO, hanno invece testate tattiche o strategiche e balistica a profusione, inclusa la stessa Kaliningrad, con l’aggiunta della Bielorussia (confinante con Lituania, Lettonia e Polonia, ben tre paesi NATO).
Interessante anche la rappresentazione delle minacciose esercitazioni NATO, descritte come prove di “assedio”, esattamente il termine usato da molti esponenti del Cremlino. Un ribaltamento di accuse che fa quasi ridere visto che in questi anni le esercitazioni russe hanno avuto numeri assai più elevati di quelle europee, che i dati ufficiali del personale impiegato erano puntualmente falsificati per evitare controlli internazionali (per Zapad-2021, la Russia comunicò all’OSCE circa 7.500 partecipanti per la porzione dell’esercitazione coperta dalla notifica, ma poi la stessa Difesa russa indicò pubblicamente un totale di circa 200.000 militari, 250 aerei, 760 pezzi di equipaggiamento e 65 navi per il complesso delle attività), che in quei casi si simulavano spesso attacchi contro Polonia e Paesi Baltici (che strano!) e che, a differenza delle esercitazioni dell’Alleanza Atlantica non erano semplici finzioni.
Kavkaz-2008 terminò il 2 agosto di quell’anno e qualche giorno dopo le stesse truppe furono utilizzate per invadere la Georgia. Le esercitazioni improvvise nel 2014 servirono a coprire spostamenti di truppe poi utilizzate per l’annessione della Crimea. Nel 2022 le manovre russo-bielorusse Allied Resolve/Union Resolve e il concentramento di truppe a ridosso dell’Ucraina furono presentati come temporanei, ma le forze non rientrarono integralmente alle basi e il 24 febbraio attaccarono l’Ucraina anche dalla Bielorussia, puntando su Kyiv.
Secondo Travaglio, inoltre, la guerra i ferocissimi Baltici la vogliono fare anche a parole. Poi però scopri che la traduzione delle frasi di Budrys contengono una svista non di poco conto. “Dobbiamo mostrare ai russi che siamo in grado di penetrare la piccola fortezza che hanno costruito a Kaliningrad”. E fin qui è tutto corretto. La difformità arriva dopo: “La NATO ha i mezzi necessari per radere al suolo le basi russe di difesa aerea e missilistiche”, scrive il Direttore. Ma la traduzione giusta è “La NATO ha i mezzi, se necessario, per radere al suolo…”. Una trasformazione voluta per decontestualizzare l’intervento del ministro lituano, il quale non parlava di attacco preventivo, ma di una risposta in caso di attacco, peraltro focalizzato sulle basi aeree e missilistiche, dunque per neutralizzare la capacità offensiva, contesto del quale nell’articolo non c’è traccia.
Ancora più evidente la manipolazione delle parole del Ministro degli Esteri estone Tsahkna, cui Travaglio attribuisce la frase “potremmo semplicemente occupare Kaliningrad”, ma il concetto per intero dal quale questa dichiarazione è estrapolata diceva l’esatto contrario: “Kaliningrad è un’altra fonte di preoccupazione. Pensano davvero che la NATO… la Polonia o chiunque altro possa semplicemente prendersi Kaliningrad, che ne siamo capaci. Ma non lo facciamo mai. Non lo facciamo perché non vogliamo provocare la Russia, ed è la cosa giusta da fare. Tuttavia, Putin deve sapere che, se dovesse oltrepassare il limite, noi agiremmo, disponendo di tutte le capacità necessarie per farlo”. La falsa attribuzione, naturalmente, diffusa per prima dai media statali russi, è stata riciclata e spacciata da Travaglio come autentica.
Intanto, mentre il Direttore passa le sue giornate a cercare altre menzogne da scopiazzare per gli editoriali del giorno dopo, in Russia per la prima volta dal crollo dell’URSS è in costruzione una nuova base militare (nell’area di Novaya Vilga, in Carelia, non lontano dal confine finlandese) e se ne stanno ampliando e ristrutturando altre sedici.
A Pechenga, nel Murmansk, circa 10 km dalla Norvegia, vengono segnalate nuove caserme, strutture logistiche e depositi; la capacità prospettata per l’area salirebbe da circa 7.000 a 17.000 persone. A Kandalaksha, sul Mar Bianco e a circa 115 km dalla Finlandia, sono stati osservati ampliamenti legati a un nuovo raggruppamento di artiglieria e genio. Secondo un’inchiesta giornalistica di testate di Finlandia, Norvegia, Svezia, Danimarca ed Estonia la potenziale capacità, a completamento dei lavori, sarà di circa 80.000 militari nell’area del confine finlandese, contro circa 20.000 in precedenza.
Se si considera l’intero arco settentrionale e baltico, le nuove e le maggiori installazioni potrebbero ospitare fino a 115.000 persone. Poi c’è il bilancio del prossimo anno che prevede un ulteriore +27% di spese militari, le quali, a parità di potere d’acquisto, equivalgono a quelle di tutto il nostro continente messo insieme e i bambini imparano già a scuola, in tenera età, ad odiarci come nemici e a maneggiare le armi e i droni con i quali ci faranno una guerra che persino la chiesa russa benedice.
Insomma chi attacchi chi sembra essere chiaro a tutti tranne ai seguaci dell'”apertamente orientato” direttore.
