Dalla parte degli ultimi: Nuto Revelli (doppiozero.com)
Alberto Saibene Ho pensato spesso che se ogni provincia italiana avesse avuto una figura paragonabile a Nuto Revelli, di cui quest’anno si celebra il centenario della nascita, il nostro sarebbe oggi un paese migliore. Il pensiero mi è venuto visitando qualche anno fa la sua casa in corso Brunet a Cuneo, uno dei tanti caseggiati
MAIGRET E I GANGSTERS/ L’ultimo film con Gabin e l’attesa per Depardieu (ilsussidiario.net)
di Gianni Foresti Maigret e i gangsters del 1963 è il terzo e ultimo film con Jean Gabin nei panni del commissario creato dalla penna di Georges Simenon Maigret e i gangsters del 1963 è il terzo e ultimo film con Jean Gabin nei panni del commissario di Simenon. Rispetto agli altri due, direi che
Il narcisismo è la malattia della nostra epoca (indiscreto.org)
di Francesco D’Isa Un dialogo col filosofo inglese Simon Blackburn attraverso una delle chiavi di volta del nostro mondo sociale e intellettuale: il narcisismo. Specchio delle mie brame (Carbonio, 2019) è un interessante e sfaccettato percorso attraverso una delle chiavi di volta del nostro mondo sociale e intellettuale: il narcisismo. Per affrontarlo, il filosofo Simon
La scuola è politica (leparoleelecose.it)
di Simone Giusti, Federico Batini, Giusti Marchetta, Vanessa Roghi [Esce oggi per effequ La scuola è politica, a cura di Simone Giusti, «un saggio in forma di dizionario si intende offrire, voce per voce, uno strumento per declinare politicamente la scuola e aiutare a costruire una scuola che sia davvero, un giorno non troppo lontano,
Memorie dall’esilio. “Impalcature” di Mario Benedetti (minimaetmoralia.it)
di Gianni Montieri Le dittature non finiscono con la destituzione dei dittatori, lasciano strascichi, ferite insanabili, dolori che non se ne andranno. Rimangono nelle memorie, di chi ne è stato vittima, gli atti, le torture, le fughe, le distruzioni, i morti, i cari morti, i figli, gli amici, le persone amate perdute. Le dittature prima
Adam Gopnik e la New York degli anni Ottanta (rivistastudio.com)
di Anna Momigliano Una delle più famose penne d’America ci ha parlato del suo nuovo libro e di quando le aspirazioni avevano ancora qualcosa di romantico. Adam Gopnik è uno «sciovinista delle città». Così almeno si definisce – ironicamente, sì, ma fino a un certo punto – quando gli telefoniamo in un pomeriggio di fine
Corpo a corpo (iltascabile.com)
di Francesca Massarenti Mars Room, l’ultimo libro di Rachel Kushner, è nato nell’istituto carcerario femminile più grande del mondo. Ogni due mesi Rachel Kushner guida per cinque ore da Los Angeles, dove vive, fino a Chowchilla, una cittadina rurale della Central Valley californiana nota per gli appezzamenti industriali coltivati a mandorle e per le sue
Storie di conflitti (e ulivi) secolari (leparoleelecose.it)
di Ugo Fracassa E quale sogno è stato mai più folle di quello di Theodore Herzl, il grande padre del ritorno alla terra degli antenati? […] Cosa c’è di meglio di un albero per commemorare la sua figura? E poiché Herzl è un grande, anche gli alberi dovranno essere grandi e forti. E tanti. Centinaia
Sentinella – Frederic Brown (1954)
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame, freddo ed era lontano cinquantamila anni-luce da casa. Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità doppia di quella cui era abituato, faceva d’ogni movimento un’agonia di fatica. Ma dopo decine di migliaia d’anni, quest’angolo di guerra non era cambiato.
Era comodo per quelli dell’aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro super armi; ma quando si arriva al dunque, tocca ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo. Come questo fottuto pianeta di una stella mai sentita nominare finché non ce lo avevano mandato. E adesso era suolo sacro perché c’era arrivato anche il nemico. Il nemico, l’unica altra razza intelligente della Galassia… crudeli schifosi, ripugnanti mostri
Georges Simenon, l’uomo che non era Maigret (glistatigenerali.com)
di David Bidussa Trenta anni fa, il 4 settembre 1989, in silenzio e lontano dagli occhi del mondo, moriva Georges Simenon. Da tempo non leggiamo più Simenon attraverso lo sguardo sornione di Maigret. Nascosto dietro la caparbietà e la pazienza di Jules Amédée François Maigret, la personalità e le vicende di Georges Simenon ci sono
Intervista a Damon Krukowski (edizionisur.it)
di Aquarium Drunkard Nel suo Ascoltare il rumore. La riscoperta dell’analogico nell’era della musica digitale, Damon Krukowski, membro prima dei Galaxie 500 e ora del duo Damon & Naomi, punta l’obiettivo sul panorama digitale per provare a rispondere alla domanda: «A quali elementi del mondo analogico bisogna restare aggrappati per destreggiarsi in quello digitale?» L’intervista, uscita
La psicoterapia all’epoca delle semplificazioni (doppiozero.com)
di Sergio Benvenuto Nell’epoca di twitter, ovvero delle grandi semplificazioni demagogiche, parlare di complessità appare quasi una provocazione. E in effetti può essere letto come provocatorio il titolo del libro Complessità e psicoterapia, curato da due psicoterapeuti, Pietro Barbetta e Umberta Telfener (Raffaello Cortina, 307 pagine). Il volume raccoglie i contributi di vari operatori che
Una sgradevole sensazione di déjà vu
di Giuliano Cazzola Consiglio la lettura di “Sindrome 1933” di Siegmund Ginzberg (Feltrinelli). È un saggio che ricostruisce la conquista del potere in Germania da parte di Adolf Hitler, denunciando gli errori, le sottovalutazioni, le campagne scandalistiche della stampa che ne favorirono il successo, i mezzi per conquistare e mantenere un ampio consenso popolare che
Antonio Lucci – True Detective. Una filosofia del negativo (doppiozero.com)
di Alessandro De Cesaris I am the bullet in the gun I am the truth from which you run I am the silencing machine I am the end of all your dreams Nine Inch Nails, Mr. Self Destruct (The Downward Spiral, 1994) I filosofi si occupano sempre più di serie televisive, e dietro questo interesse
All’inizio e alla fine del jazz (labalenabianca.com)
di Lorenzo Alunni Va detto che il jazz parte da una posizione piuttosto avvantaggiata: c’è sempre qualcuno pronto a dichiararlo morto. È una situazione decisamente invidiabile, perché quando non fanno altro che darti per finito non si ha più niente da perdere, nessuna pressione, solo sorprese. L’unica insidia è la retorica della rinascita, o del
Orfani della Rivoluzione (iltascabile.com)
di Matteo Moca Besprizornye di Luciano Mecacci racconta i bambini di strada della Russia sovietica. La protagonista del grande romanzo di Andrej Platonov Mosca felice si chiama Mosca Čestnova ed è una creatura inquieta e raminga, il cui primo ricordo rimanda direttamente alla Rivoluzione d’ottobre, quando era solo una bambina: si tratta di un ricordo violento
Pavese e il ritorno a casa (illibraio.it)
di Jolanda Di Virgilio “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via…”. Lo scrive Cesare Pavese (1908 – 1950), nel primo capitolo de “La luna e i falò”, romanzo che racconta la storia di un ritorno a casa. Chi lo fa dopo aver vissuto lontano, ha bisogno di ritrovare se
I contadini, villani, terroni che siamo stati (doppiozero.com)
di Maurizio Sentieri Quanti di noi possono dire di non conoscere – senza timore di errore – che anche solo due, tre, quattro generazioni fa i propri avi fossero tutti o in parte contadini? È così per molti, moltissimi di noi, quasi tutti. Si salverebbe solo chi per nascita e censo avesse origini aristocratiche o
Luciano Canova “Il metro della felicità” (audio – ilpostodelleparole.it)
Esiste uno strumento in grado di misurare la felicità? Il denaro è ancora un elemento imprescindibile del benessere di un individuo e di una nazione? Perché il livello del Pil – il famigerato prodotto interno lordo da cui dipendono le nostri sorti – è così importante? È davvero un indicatore affidabile oppure aveva ragione Bob
La sentinella Primo Levi a un secolo dalla nascita. Lo speciale (corriere.it)
di FREDIANO SESSI L’esempio del testimone di Auschwitz che metteva in discussione anche sé stesso: le sue parole restano un monito contro l’infezione sempre latente dell’odio «Molte lettere che ricevo ammirano la forza con cui ho sopportato un anno di prigionia (nel Lager di Auschwitz, ndr); ma era una forza passiva, quella con cui uno