Archivio Bologna – Via il tram dalla Piazza (18-24 ottobre 1926)
Armando Nanni, capo squadra della Milizia, ha arrestato in via Saffi, per poi consegnarlo al maresciallo Cristini, il sovversivo Amleto Spadoni, più volte condannato per reati politici.
Via il tram dalla Piazza
Le perquisizioni di case dei ferrovieri hanno portato al sequestro di opuscoli sovversivi, dei ritratti di Lenin e Matteotti e all’arresto del macchinista Marco Cini, via De Vincenzi 2, trovato in possesso di una rivoltella.
Tutta Bologna parla del ladro acrobata che da tempo sta scatenando il panico in città, entrando nelle case, di notte, dalle finestre. La polizia non ne viene a capo, mentre i giornali sperano di poterlo intervistare: «Potremmo così informare il pubblico sui suoi gusti e se le donne gli piacciono bionde o brune». A chi protesta per la sottovalutazione del caso, un cronista suggerisce di «prendersi una rivoltella e di sparare tranquillamente su chiunque di notte scavalchi il vostro davanzale. Non temete di ucciderlo. Se difendete legittimamente la vostra casa, nessuno avrà niente da ridire». Nell’ultimo “colpo”, in frazione Bertalia, ha rubato «un paletot, scarpe, un rasoio, oggetti di toiletta, parecchi lenzuoli e diverse bottiglie di champagne».
Le Università gareggiano per guadagnare prestigio. Il giovane ateneo milanese è riuscito ad attirare molti nostri giuristi. Anche Padova alletta i migliori professori bolognesi: ieri, ad esempio, hanno nominato alla cattedra di Clinica medica l’illustre professor Viola. «Ci auguriamo — scrive la stampa locale — che egli venga conservato al nostro Ateneo».
Grande fermento per l’imminente arrivo del Duce a Bologna, «città per la quale ha sempre avuto una particolare simpatia». Verrà «per inaugurare il mirabile stadio, creato da Leandro Arpinati per l’educazione sportiva del popolo».
A completare i quadri dell’organizzazione giovanile, il Fascio femminile bolognese costituisce la sezione delle Piccole fasciste. Le domande di iscrizione, firmate dai genitori, si ricevono alla Casa del Fascio, in via Manzoni 4, ogni sera dalle 18 alle 19.
Seguendo una tendenza presente in tutte le grandi città, anche Bologna «sente il bisogno di liberare la piazza centrale dal movimento tramviario che ogni giorno l’avvolge nelle sue spire soffocanti e di ridonarla alla vita cittadina e alle manifestazioni civili, politiche, artistiche e religiose».