Radio Alice mai vista, dalla Franciaspunta un documentario inedito. Bifo: respiro più ampio del regista Pain (corrieredibologna)
di Fernando Pellerano
Presentazione il 23 ottobre in San Mattia per Archivio Aperto
L’inedito che riavvolge il nastro della storia. Non si è detto, scritto, studiato e ascoltato abbastanza di Radio Alice, a quanto pare. Dopo mezzo secolo arriva dalla Francia un documentario mai visto in Italia sull’emittente di via del Pratello 41 e i suoi protagonisti. Tutto girato nel ’77, fra la violenta chiusura di Alice e il Convegno contro la Repressione di settembre, fra Parigi e Bologna.
«Radio Alice» verrà presentato venerdì 23 ottobre alle 21 nell’ex chiesa di San Mattia, evento del festival Archivio Aperto dell’associazione Home Movies che l’ha recuperato grazie alla collaborazione con la Bibliothèque Nationale de France. Ci sarà anche il regista, François Pain, all’epoca giovane videomaker al seguito del filosofo Félix Guattari che era in stretto contatto con la Radio e il movimento (ospitò Bifo alias Franco Berardi e lo salvò dall’estradizione dalla Francia).
«Con Guattari e Maurizio Torrealta, al ristorante Lamma, organizzammo il convegno. Col senno del poi sarebbe stato meglio intitolarlo al Futuro e non, al passato, contro la repressione, ma ci leccavamo ancora le ferite», dice Valerio Minnella, l’ultimo a dare voce ad Alice, «la polizia è entrata, siamo con le mani alzate». Arrestato il 12 marzo con altri quattro compagni. «A luglio ero appena uscito di galera, non andai a Parigi per le riprese».Insieme a Pain, in via Sant’Isaia, anche alcuni protagonisti del filmato.
Pain ricostruì nella capitale uno studio radiofonico e filmò una trasmissione condotta da Franco Berardi, Paolo Ricci (che fu direttore della radio: a fine anno uscirà un suo libro su Alice con 30 interviste), Matteo Guerrino e Ambrogio Vitali (entrambi scomparsi) e Andrea Zanobetti, che farà da traduttore per il pubblico francese. Tutti scampati agli arresti di quei giorni e alcuni appunto riparati oltralpe.
Tutti giovani, pimpanti, energici, allegri, ma con testa e piedi dentro la storia e i Doors in sottofondo. Radio Alice in Francia era famosa, un esempio per le emittenti libere che là dovevano ancora nascere.Volti, musica e parole che ci consegnano il punto di vista della radio, intesa come collettivo, riguardo ai fatti di quella stagione: dal ’76 all’autunno ‘77. «Alice ha sempre trasmesso in diretta senza mai preparare niente, non c’erano programmi fissi», l’incipit del racconto.
Imperdibili «les cinq minutes de Bifo», girati nella clinica psichiatrica «de la Borde» di cui Guattari era direttore: il manifesto di quei mesi e le ragioni del convegno che verrà, tutto d’un fiato en français . «Ho visto qualche spezzone in passato», dice oggi Berardi, «il punto di vista di Pain è centrale: lui sta a Parigi quando Parigi diventa il luogo dove ci sono gli stimoli per rilanciare il movimento in Italia. Ci sarà l’appello degli intellettuali firmato da Sartre e Foucault, seguirà una rivitalizzazione anche nel rapporto fra movimento e giornali e sinistra istituzionale. La presenza di Guattari e Pain serve per dare un respiro più ampio a quello che era successo».
Il doc composto da quattro filmati è stato curato tecnicamente da Home Movies. «Oltre ai due spezzoni parigini, c’è il filmato girato a Bologna nel settembre ’77 con la finta postazione di Radio Alice in Piazza Verdi, infine le immagini di un assemblea a Roma a la Sapienza, con gli amici di Zut (sodale di A/traverso) e delle radio libere romane, e l’intervento (cult) di Sandro Silvestri, fondatore di Città Futura», spiega Zanobetti che rimase a lungo in Francia per supportare, come tecnico, le prime radio libere.
«Pain usò una cinepresa sperimentale francese, la Paluche, leggerissima, si teneva con una mano». Non potevano mancare, su schermo nero, gli ultimi veri dieci minuti di Radio Alice, la sera del 12 marzo ‘77, prima del silenzio finale.Cinquanta minuti in bianco e nero, come gli anni trascorsi, un preciso salto temporale, il passaggio in un’altra dimensione, lo specchio di Alice.