Kimberly Guilfoyle non sarà più ambasciatrice statunitense in Grecia. Lo ha confermato martedì la portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia, al suo debutto davanti ai giornalisti, precisando che è stata la stessa amministrazione a chiederle di farsi da parte. “È stata una risorsa preziosa per la squadra, e le auguriamo ogni bene”, ha detto Zacharia, senza scendere nei dettagli.
L’uscita arriva al culmine di settimane turbolente per la diplomatica, 57 anni, volto noto di Fox News, ex moglie del governatore della California Gavin Newsom e un tempo promessa sposa del figlio maggiore del presidente, Donald Trump Jr. Appena un giorno prima lo stesso Trump aveva lasciato intendere che il licenziamento fosse sul tavolo: “Ci stiamo lavorando. Non siamo contenti”, aveva detto ai cronisti alla Casa Bianca.
Il conto da saldare
Al centro della vicenda c’è un’inchiesta del Wall Street Journal secondo cui Guilfoyle avrebbe cercato di farsi pagare un conto American Express da 100mila dollari da un donatore repubblicano, offrendogli in cambio l’accesso a figure di peso dell’amministrazione. Alcuni messaggi visti dalla BBC, e riportati per primi dal Journal, mostrerebbero Guilfoyle chiedere i soldi a Eric Deters, alleato storico di Trump: “Non comparirà da nessuna parte se mandi i soldi tramite American Express”, avrebbe scritto su Signal. Pochi giorni prima dell’audizione di conferma al Senato, lo scorso luglio, avrebbe insistito: “Tesoro, per favore, ho bisogno che tu faccia questa cosa per me oggi”. Deters, secondo la ricostruzione, non avrebbe mai inviato il denaro.
I legali di Guilfoyle respingono in blocco l’autenticità dei messaggi e capovolgono la narrazione: sarebbe Deters a dover ancora 150mila dollari all’ambasciatrice per discorsi e consulenze svolte prima della sua nomina. “Chiedere a un cliente di pagare un lavoro già fatto non è corruzione. È l’esatto contrario”, hanno scritto in una nota diffusa il 12 ottobre. Il Journal ha anche citato registrazioni audio in cui Guilfoyle si vanterebbe dei propri legami con magnati greci, pronti a finanziarle viaggi di lusso e voli privati, e di una frase rivolta a un funzionario ad Atene sulla presunta capacità americana di far cadere il governo greco.

Chi aveva già chiesto conto
I democratici delle commissioni Esteri di Senato e Camera avevano sollecitato da settimane un’indagine del Dipartimento di Stato. La senatrice Jeanne Shaheen, prima delle minoranze nella commissione Esteri, aveva messo sotto pressione il segretario di Stato Marco Rubio, immortalato accanto a Guilfoyle durante una visita ad Atene appena la settimana scorsa. Rubio, in quell’occasione, aveva evitato di entrare nel merito delle accuse, liquidandole con un generico elogio: “una forte ambasciatrice”. Secondo alcune fonti, però, anche lui non avrebbe gradito la piega presa dalla vicenda.
Guilfoyle era approdata ad Atene nel dicembre 2024, un mese prima del ritorno di Trump alla Casa Bianca, che l’aveva presentata come “supremamente qualificata” per la sua esperienza in diritto, media e politica. Il suo mandato era già stato segnato da altre controversie, tra cui i conflitti d’interesse legati a un consulente che fa anche il lobbista nel settore energetico, e tensioni riportate con alti funzionari greci.
Prima di approdare in diplomazia, Guilfoyle era stata procuratrice a San Francisco e Los Angeles, poi conduttrice di Fox News dal 2006. Lasciata la tv nel 2018 per la campagna di Trump, quello stesso anno aveva iniziato a frequentare Donald Trump Jr, arrivando al fidanzamento poi sciolto nel 2024, proprio nel periodo della sua nomina in Grecia. Trump Jr ha sposato lo scorso anno, in Florida, la modella Bettina Anderson.