Primo briefing della nuova portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia, annunciata da Donald Trump venerdì scorso. Zacharia subentra a Karoline Leavitt che aveva lasciato il ruolo ad agosto.
La nuova portavoce comincia con circa quindici minuti di ritardo e il briefing ne dura circa quattordici, compresi di domande. Il copione è lo stesso dell’Amministrazione: tutto va più che bene, benissimo. Di più. Meglio che mai prima d’ora, “in the history of this country”. Di più: “In world history”. Quest’ultimo è ad esempio il caso del deal sul petrolio venezuelano.
La parola “storia” viene infatti pronunciata tre volte. Un altro uso viene fatto per menzionare la riduzione dei prezzi dei farmaci. Trump è il “primo presidente della storia moderna”, afferma la portavoce. Poco dopo, tuttavia, dice che il “calo netto” del prezzo dei farmaci riguarda gli “ultimi 63 anni”, da cui l’ascoltatore deduce deliberatamente, scusando l’ironia, che la storia moderna sia cominciata sessantatré anni fa.
Tornando al presente, Zacharia comincia la sua conferenza: “Sono così onorata di lavorare per il Presidente Trump e il popolo americano”. Qualche commentatore della CNN fa notare, a conferenza finita, che non c’è nulla che ricordi i portavoce della Casa Bianca del passato, che dovrebbero lavorare solo per il popolo, non per il presidente. Comunque, la portavoce ringrazia di nuovo Trump, alza lo sguardo sorridendo e dice “volevo lavorare con lui da veramente tanto, tanto tempo”.
Poco dopo, arriva il primo dei tre usi della parola “storia”, associato al primo argomento trattato: le midterm. “Mai visto nulla di simile nella storia delle elezioni di metà mandato”, Katie Zacharia, sorride ancora, in modo sempre più affettato. È comprensibilmente molto nervosa, ha l’ingrato compito di fare una finta conferenza stampa, leggendo un copione, con l’obbligo di sorridere mentre cita cifre inventate, per cercare di risollevare qualche voto a tre settimane dalle elezioni. Prosegue: “Basti guardare ieri sera a Youngstown, in Ohio, dove il presidente Trump ha tenuto un altro comizio di enorme successo durante la campagna elettorale. L’arena era straripante di entusiasmo mentre migliaia di persone sono accorse per sostenere il presidente Trump”.
Subito dopo il “Dipartimento della Guerra”, alza lo sguardo e sorride, “ha ufficialmente scelto Cleveland, in Ohio, come nuova sede per il centro di riparazione dei componenti dei sottomarini della Marina degli Stati Uniti. Questa imponente struttura di oltre 4.000 metri quadrati produrrà, riparerà e manterrà parti fondamentali per praticamente tutti i sottomarini nuovi ed esistenti.” Subito dopo le elezioni e il culto del presidente, la potenza. “Un evento storico”, anche questo.
“I cittadini americani comuni si stanno presentando in massa a questi comizi grazie all’agenda America First del presidente Trump: tasse più basse, salari più alti e – uno dei miei temi preferiti – confini sicuri. Ma non finisce qui.” Poi alcune delle tappe prime delle elezioni di Trump: “È un presidente pieno di energia”. “Americani lavoratori ed entusiasti si mettono in coda e riempiono le arene per sostenere il presidente Trump e i repubblicani. Non è difficile capirne il motivo: il presidente Trump combatte e ottiene risultati per i lavoratori americani ogni minuto di ogni giorno.”
Seguono alcuni dati economici, salari reali saliti dell’1.2% e sono superiori all’inflazione di 800 dollari annui, in media. Con “Biden erano scesi quasi del 4%” e annualmente “quasi di 3.000 dollari”. C’è poi la “guerra storica” in Venezuela “di un solo giorno” che ha consentito il controllo di “oltre 65 miliardi di barili”. “E ora abbiamo un’economia in procinto di esplodere e un’ottima relazione con il Venezuela”. È qui che Zakharia sembra uscire per la prima volta dal personaggio, fa un sospiro, e riprende mostrando qualche segno di fatica. Poi vengono menzionati “trilioni” di investimenti, dagli Emirati Arabi Uniti, Apple e Amazon.
Viene anche menzionata la costruzione “del più ampio stabilimento siderurgico mai costruito negli Stati Uniti”, in Iowa. Simile il destino dei nuovi cantieri navali vicino Baltimora, “la più grande iniziativa dalla Seconda Guerra Mondiale”. Si aggiunge l’accordo da 200 miliardi in arrivo dalla Corea del Sud per “8 centrali nucleari”. Poi vengono menzionati 260 miliardi di dollari di frodi sventate, per proteggere i “soldi delle vostre tasse”. In conclusione, “un accordo senza precedenti” con la Groenlandia, il blocco grazie ai dazi dei precursori cinesi legati al fentanyl, così una riduzione delle morti al confine meridionale.
Seguono le domande della stampa, dalle quali emerge il licenziamento dell’ambasciatrice ad Atene, al centro di uno scandalo degli ultimi giorni. Una domanda sull’Ucraina e sulla possibile interruzione di intelligence di cui si parla in queste ore a seguito di un’ondata di attacchi russi, ma la risposta è: “Su questo ti farò sapere”.
Infine, una nota sulla famiglia di Zakharia, madre di quattro figli fra i 6 e i 12 anni. A parte un breve lapsus (“My president… oh no, scusate volevo dire mio marito…! Questa era buona!”), l’occasione è ottima per mostrare il volto familiare di madre, che in questi giorni festeggerà il compleanno di uno dei figli. Ringrazia molto, ed è la domanda su cui si dilunga di più: “Il presidente Trump è il presidente più attento alla famiglia che abbiamo mai avuto”.