Piccoli stragisti crescono (facebook.com/helena.janeczek.5)
Ieri mi sono chiesta – con un po’ di sarcasmo – se il 22 enne di San Giuliano che preparava attentati contro “una sinagoga e un centro islamico” sarebbe rimasto un caso di cronaca minore, una notizia che basta dare genericamente o semmai approfondire nelle pagine locali dei giornali.
Mi sono chiesta come mai l’aspirante stragista meritasse una tutela della privacy molto (troppo) inusuale nel nostro giornalismo.
Niente nome. Nessuna foto a volto scoperto, rubata a qualche profilo social o documento d’identità.
In realtà, scopro oggi, il nome era presente sin da ieri nel pezzo di Repubblica Milano.
Oggi lo riporta il Corriere, in un articolo di approfondimento uscito sempre sulle pagine milanesi.
Il nome, si scopre, è parte integrante della notizia. Ispirandosi a Breivik (e ai suoi emulatori nel mondo e in Italia), anche il ragazzo diversamente incappucciato ha scritto un testamento che comincia proprio con “mi chiamo”.
Visto che l’obiettivo è iscriversi nell’albo degli eroi e martiri suprematisti in cerca di fama e gloria e imitatori, faccio volentieri a meno di riportarlo (poi, certo, non credo che questo profilo sia frequentato dai nazisti in crescita).
Ci sono altri elementi che invece vorrei rimarcare.
Secondo il Corriere, “A far scoprire la sua deriva era stata la tempestiva e quanto mai opportuna segnalazione ai carabinieri di un amico che era rimasto turbato dai suoi deliri suprematisti e dalla presenza delle armi a casa.”
La leggo così: senza la soffiata dell’amico il ragazzo sarebbe stato uno dei soliti frequentatori dei gruppi digitali neonazisti.
Ossia: uno dei tanti che si scambiano le stesse idee e gli stessi progetti (o sogni) terroristi.
La parte emersa recentemente (perlopiù nell’anno in corso) delle attività di questa galassia nera è tanto più impressionante, quanto sin qui relegata allo scorrere di notizie marginali. Prive di approfondimenti, senza inchieste che costruiscano un quadro di insieme.
Riporto semplicemente le prime informazioni ottenute tramite “Ai mode” di Google.
• Settembre 2026 (Trento / Verona): La Polizia di Stato e la DIGOS hanno arrestato un diciassettenne nel Trentino e condotto una maxi-operazione con 17 perquisizioni in diverse città italiane (coinvolgendo 14 minori e 3 maggiorenni legati a sigle come il Nuovo Ordine Europeo e il Fronte Fascista Italiano). Nelle abitazioni sono stati trovati armi bianche, manuali per la costruzione di ordigni e simbologia nazista. Il giovane arrestato mostrava propositi di imminente passaggio all’azione.
• Febbraio 2025 (Bolzano): Un quindicenne è stato arrestato dalla DIGOS con l’accusa di terrorismo; militava in un gruppo satanista e neonazista suprematista ed era ritenuto pronto a compiere un attacco armato.
• Maggio 2026 (Roma): La Polizia ha denunciato tre giovani (di cui due appartenenti all’estrema destra) responsabili di una serie di aggressioni e “cacce all’uomo” a sfondo razziale nei pressi della stazione Termini.
E ancora:
• Ottobre 2026 (Firenze): La Polizia Postale e la DIGOS hanno smantellato una rete neonazista attiva su Telegram. Sono stati indagati tre giovani (tra cui un diciannovenne e due minorenni). La chat, che contava decine di iscritti in fase di identificazione, veniva utilizzata per istigare al compimento di aggressioni e assalti mirati contro membri della comunità ebraica e persone di colore.
• Settembre 2026 (Monza): Un sedicenne fortemente radicalizzato è stato fermato dalla DIGOS e collocato in una comunità minorile. Nel suo smartphone e sui suoi canali social gli investigatori hanno rinvenuto una miscela di materiale ideologico: simboli suprematisti, manuali operativi e istruzioni per il compimento di atti terroristici.
• Aprile 2026 (Pavia / Milano): Un diciannovenne è stato arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa di essere il promotore e amministratore della chat e del canale Telegram “Centro Studi Terza Posizione”. L’operazione ha portato a 15 perquisizioni sul territorio nazionale, coinvolgendo altri 9 minorenni dediti alla propaganda antisemita e filonazista.
Tendenze rilevate dalle forze dell’ordine
Le indagini condotte nell’ultimo anno evidenziano due fenomeni principali che preoccupano l’antiterrorismo:
1. La giovanissima età degli indagati: La quasi totalità dei network scoperti di recente è composta da adolescenti (tra i 14 e i 19 anni).
2. Il “terrorismo da cameretta” (Internet-driven): Il processo di radicalizzazione avviene quasi interamente all’interno di canali blindati su Telegram o Discord, dove vengono condivisi manuali di guerriglia sabotaggio, file per la stampa 3D di componenti d’arma ed esaltazione di stragisti internazionali (come Anders Breivik o Brenton Tarrant).”
Non credo ci sia bisogno di commentare la differenza di trattamento – mediatico e legislativo -rispetto ai giovani e minorenni identificati con il nome dispregiativo da ben due DDL.
Ma vale forse la pena di sottolineare che il “decreto anti-maranza” del luglio scorso inasprisce le pene applicabili ai minori e le sanzioni estese ai genitori per reati tutti già esistenti: NESSUNO dei quali tuttavia di matrice ideologica, sovversiva, terroristica.
Il ragazzo arrestato ieri si preparava a colpire la sinagoga di Via Guastalla e la (di fatto) moschea di San Donato. Per l’estremismo di destra ebrei e musulmani sono entrambi responsabili attivi del complotto della “Sostituzione etnica”.
Suprematisti a parte – che, però, lo ripeto, sono un sottosuolo in crescita allarmante – per quel che mi è dato di osservare è semplicistica l’idea che l’antisemitismo sia in aumento soprattutto a sinistra, l’islamofobia a destra. Se non altro perché in un paese molto spoliticizzato e, al contempo, sempre più impaurito e incarognito la diffusione del luoghi comuni sui “nemici interni” e le loro mire e trame occulte mi sembra un fenomeno traversale.
Detto questo, però, mi sembrerebbe davvero il caso che le varie istituzioni ebraiche si occupassero di più di questa galassia sfuggente di ragazzini: semplicemente perché si preparano a compiere azioni terroristiche.
Qui l’articolo del Corriere, a firma di Cesare Guizzi: https://milano.corriere.it/…/sul-pc-il-testamento-del…