Leggere Goffredo Fofi è un po’ come continuare il dialogo con lui (lucysullacultura.com)
di Bruno Montesano L’11 luglio di un anno fa moriva Goffredo Fofi. Rileggere oggi i suoi libri, soprattutto l’autobiografia “Le nozze coi fichi secchi”, è come ascoltare di nuovo la sua voce, anche per il suo stile colloquiale e “svelto”. È anche un modo per continuare a porsi buone domande sul mondo e su se
Vannacci, un generale che non vuole capire la minaccia russa (ilfoglio.it)
di Lorenzo Borga (Foto – Ansa) Ridurre la difesa nazionale alla sola eventualità di un’invasione terrestre significa descrivere un mondo che non esiste più. Le Forze armate non servono soltanto a difendere il territorio italiano, ma a proteggere gli interessi politici, economici e strategici del paese in uno spazio che va ben oltre i suoi confini.
Rigenerare i territori con i partenariati speciali pubblico-privati (lavoce.info)
di Marco Marucci I partenariati speciali pubblico-privati sono uno strumento amministrativo innovativo utile ad affrontare complessi processi di sviluppo territoriale, oltre al recupero e alla valorizzazione di beni culturali. Potrebbero estendersi anche ad altri ambiti. Dalla logica dell’appalto a quella della collaborazione Nella sua versione attuale, il partenariato speciale pubblico privato (Pspp) è stato introdotto
La minaccia russa, e la ridicola via diplomatica per convincere Putin a fermare la guerra (linkiesta.it)
di Francesco Cundari (Foto – Lapresse) Invano e più invano Le parole di Giuseppe Conte di sabato scorso a Napoli sembrano scritte da Lavrov o chi per lui. Più di ogni altra cosa, il leader dei Cinquestelle dimentica che ogni tentativo di mediazione con il Cremlino è stata rigettata, anche quando proveniva da Trump Le parole
Porro, Conte e le mascherine (butac.it)
di maicolengel butac (Immagine di Mika Baumeister su Unsplash) In un Paese normale trasmissioni che non fanno informazione ma infotainment non dovrebbero mai diventare un teatrino politico… Ci avete segnalato un video in cui vediamo un battibecco televisivo tra Giuseppe Conte e Nicola Porro. Lo ammetto, provo profonda antipatia per entrambi i soggetti, ma ovviamente noi siamo
«Gaza rifiuta il cibo»: il video non viene dalla Striscia, è un macellaio che protesta in Galilea (open.online)
di David Puente Il titolare di una macelleria nella Galilea ha gettato in strada la merce per denunciare la violenza criminale, non sono aiuti umanitari Circola un video in cui alcuni uomini scaricano della carne da un furgone gettandola a terra. La narrazione che accompagna le immagini sostiene che si tratterebbe di abitanti di Gaza che
Il vannacciano che ha messo ko l’immigrato: meriterei una medaglia (corriere.it)
di Cesare Zapperi (Foto – getImage) Barboni ha colpito un iracheno che bloccava il traffico a San Benedetto del Tronto: «È stato giusto fare così» «Ho fatto quello che bisognava fare». Giuseppe Barboni non indietreggia, ma avanza, secondo i dettami di Roberto Vannacci, il suo leader di riferimento. Dopo il vivace corpo a corpo di
La destra reintegra negli ospedali i medici No vax radiati durante il Covid (fanpage.it)
di Francesca Moriero La maggioranza ha ottenuto il via libera a un emendamento che consente a medici, infermieri e altri operatori sanitari espulsi dagli Ordini professionali nel periodo della pandemia di chiedere la reiscrizione agli albi e, di conseguenza, di tornare a esercitare la professione. Le opposizioni insorgono compatte, definendo la misura un insulto a
La Crimea non è più una retrovia. Come cambiano la guerra e la vita sotto occupazione (valigiablu.it)
di Claudia Bettiol (Immagine: Balaklava, frazione di Sebastopoli, antico porto medievale genovese [agosto 2020] – foto di Olena Fedchyshyna) Venerdì 26 giugno le autorità in Crimea hanno dichiarato lo stato d’emergenza, un segnale concreto delle difficoltà che la penisola sta affrontando. La decisione è arrivata dopo settimane di attacchi ucraini sempre più incisivi nel territorio
Così i droni di Kiev costringono Mosca a chiudere il Mar d’Azov (corriere.it)
di Alessandra Muglia Il bacino Oltre 100 navi colpite in una settimana, il bacino è una trappola: paralizzate le rotte del grano e del petrolio russo Mosca considerava il Mar d’Azov un lago interno russo dopo l’occupazione, nel 2022, di tutte le sue coste, dalla Crimea a Mariupol. Ma ora quel bacino usato per spedire