Pina Picierno ribelle anti-Schlein, al referendum vota Sì (con un occhio al Nazareno) (corriere.it)

di Fabrizio Roncone

Picierno è tra i pochi nel Pd a non aver seguito 
la linea: «Sono mesi che nel Pd viviamo un clima 
irrespirabile»

Una che voterà Sì al referendum sulla Giustizia è Pina Picierno da Teano e subito, senza cincischiare, bisogna dire che si tratta d’una scelta tremendamente rumorosa, pesante, capace di sparigliare nel suo partito, il Pd, e di apparire a molti — si ragiona con realismo politico, restando ai fatti e a certe inevitabili suggestioni — anche e soprattutto come un atto di insubordinazione alla linea dettata dalla segretaria Elly Schlein. Uno sgarbo personale (o quasi).

A Montecitorio, in Transatlantico, molti dem sudano amarezza: «Pina s’è messa a fare campagna elettorale con Fratelli d’Italia». Il succo del ragionamento basico, crudo, ma non troppo campato in aria, è questo: ora che al referendum siamo riusciti a dare un valore militante, tramutandolo in un voto secco sul governo, anzi proprio sulla premier, Meloni Sì o Meloni No, «Pina se ne va per conto suo».

Uno come Goffredo Bettini, per dire, è tornato indietro. «Mi sono espresso più volte a favore della separazione delle carriere. Ma oggi il voto è diventato politico. E io so come ci si comporta, in questi casi». Non sto qui a spiegarvi chi è Bettini. La forza d’impatto che ha il suo pensiero tra i dem (e non solo). Certo è un uomo che ama la politica in modo primordiale, romantico, battente, e che per questo sanguina a tempo pieno e non ha resistito, è indietreggiato di fronte all’idea di consegnare il suo voto al successo riformista della premier. Poi, forse, ci sarebbe anche il richiamo a una certa disciplina di partito.

Che nelle sezioni del Pci, da dove Bettini arriva, era di ferro.

La storia politica di Pina Picierno è molto diversa e non possiamo, non è giusto dimenticare che in Parlamento, nel Pd, sbarca entusiasta e pura, da enfant prodige della Margherita, «cresciuta, lo ammetto, nel mito di Ciriaco De Mita»: ma poi gli anni passano per tutti e adesso che ne ha 44, dopo averne trascorsi oltre dieci a Bruxelles, dove intanto è addirittura diventata vicepresidente del Parlamento europeo, Picierno qualche ambizione importante la cova (legittimamente, s’intende) e il sospetto — «A pensare male degli altri si fa peccato, ma certe volte s’indovina», diceva Giulio Andreotti — è che dietro il suo Sì alla riforma ci sia anche un pensierino per aumentare la propria personale leadership. E indebolire quella di Elly (avrà per caso puntato il suo ufficio al Nazareno?).

Spicchi di retroscena, soffiate, perfidie. Lei non arretra: «Sono mesi che nel Pd viviamo un clima irrespirabile». Dal Pd, sui social, hanno allora pubblicato un post: «CasaPound ha annunciato che voterà Sì». Sott’inteso: capito, Pina, insieme a chi stai? (tra l’altro, questa cosa che i fascisti di CasaPound voteranno a favore della riforma era pure passata un po’ in silenzio: e invece, beh, è una notizia).

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