Violenza domestica tra le mura del lockdown (lavoce.info)

di Simone Lonati e Carlo Melzi d’Eril

Nel periodo di lockdown le segnalazioni ai 
centri contro la violenza sulle donne sono 
aumentate. Mentre il Codice rosso ha mostrato 
tutti i suoi limiti. Le vittime si tutelano 
attraverso prevenzione, protezione e sostegno. 
E i colpevoli vanno perseguiti.

L’allarme dell’Oms

È giunto anche da noi il grido d’allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità “profondamente turbata dalle segnalazioni di molti paesi di un aumento delle violenze contro donne e uomini, da parte del partner, e contro i bambini, collegate a Covid-19”. È Hans Kluge, direttore regionale per l’Europa, a denunciare il preoccupante aumento del numero di chiamate di donne aggredite dal partner, in alcuni paesi addirittura del 60 per cento rispetto all’anno precedente.

In particolare, dallo scoppio della pandemia le richieste online alle linee anti-violenza sarebbero aumentate fino a cinque volte, sempre tenuto conto che “solo una frazione dei casi di violenza vengono denunciati”.

I dati italiani sono in linea: sebbene alcune procure della Repubblica abbiano registrato, dall’inizio del lockdown, una diminuzione di delitti (maltrattamenti, stalking e violenza sessuale), secondo quanto raccolto da D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza) tra il 2 marzo e il 5 aprile sono arrivate 2.867 segnalazioni ai centri del network, 1.224 in più (un incremento del 74,5 per cento) rispetto alla media mensile registrata nel 2019.

Simili i numeri riportati dal dipartimento di Pari opportunità, secondo cui, da inizio marzo al 18 aprile, c’è stato un aumento di chiamate di oltre il 64 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019 … leggi tutto

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