di Andrea Camurani
Il medico avrebbe pronunciato frasi discriminatorie nei confronti del paziente sedato.
Da qui un esposto presentato all’azienda ospedaliera da un collega. Il presidente di Arcigay: «Vogliamo ringraziare chi ha effettuato l’esposto e non è rimasto indifferente»
Prima è calato il silenzio in sala operatoria: forse i presenti non avevano capito bene le parole pronunciate dal primario. Poi, i componenti dello staff chirurgico hanno cominciato a scambiarsi delle occhiate e a quel punto uno degli altri medici in sala operatoria ha preso la parola per protestare contro gli insulti omofobi che il numero uno della chirurgia avrebbe pronunciato nei confronti di un paziente in quel momento sedato per l’operazione in corso.
Frasi del tipo: «Non è giusto che in questo periodo di emergenza io debba perdere tempo per operare questi froci», ripetute non una ma diverse volte, seguite dalla richiesta di uscire dalla sala operatoria rivolta al medico che protestava per quelle parole. Un fatto avvenuto il 25 marzo scorso a Cittiglio, dove ha sede un ospedale dell’azienda socio sanitaria territoriale di Varese.


