di Caludia Torrisi
Il corpo di Pinar Gültekin, studentessa universitaria di 27 anni, è stato ritrovato martedì in un bosco nella provincia di Mugla, in Turchia, sulle coste dell’Egeo.
Da cinque giorni non si avevano sue notizie. Secondo l’autopsia, Pinar è stata strangolata, data alle fiamme e poi gettata in un bidone della spazzatura in seguito ricoperto con del cemento.
Il suo ex compagno, Cemal Metin Avci, è stato arrestato con l’accusa di omicidio. Era stato individuato grazie ai filmati di una telecamera a circuito chiuso di un rifornimento di benzina. Durante l’interrogatorio, ha confessato di aver ucciso Pinar: voleva tornare con lei dopo la rottura, e quando la ragazza si è rifiutata ha raccontato di averla uccisa nella sua casa di campagna. La sorella di Pinar ha raccontato ai media locali che la relazione era finita dopo che la ventisettenne aveva scoperto che Avci era sposato.
Il femminicidio di Pinar Gültekin ha provocato manifestazioni e proteste in Turchia. Martedì sera a Istanbul e in altre città del paese si è tenuta una veglia per Pinar e altre vittime di femminicidio e per denunciare l’aumento della violenza contro le donne in Turchia. “Siamo qui Pinar, li considereremo responsabili”, hanno cantato le donne scese in strada … leggi tutto
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