Stop dei giudici ai genitori no vax, niente asilo per la bimba (corrieredibologna)
di Vincenzo Brunelli
La sentenza
L’esenzione dalla vaccinazione solo con l’ok della pediatra. I giudici danno ragione all’Ausl e torto ai genitori no vax.
Niente scuola per la bimba, dal Consiglio di Stato ok all’Ausl
Genitori bolognesi diventano no vax e iniziano un braccio di ferro giudiziario con l’Ausl di Bologna e con il ministero della salute, chiedendo l’esenzione per la figlia piccola, ma nei giorni scorsi anche il Consiglio di Stato ha dato loro torto su tutta la linea. I genitori oltre all’esenzione avevano chiesto anche l’annullamento delle sanzioni e delle spese legali, ma i giudici di Palazzo Spada, hanno invece aggiunto altri 4mila euro di spese ai mille euro di primo grado e ai 500 euro di sanzione.
La bambina non potrà frequentare asilo e scuola d’infanzia mentre potrà poi iscriversi regolarmente alle scuole elementari, se continua la volontà genitoriale di non farla vaccinare. Tutto inizia nel 2024 quando i genitori comunicano all’Ausl di Bologna che dopo la seconda dose del vaccino esavalente la figlia aveva avuto la febbre ed episodi di pianto. L’Ausl ovviamente vuole approfondire ma i genitori non offrono disponibilità, stando al resoconto processuale.
Anzi inviano prima una richiesta di informazioni dettagliata su tutti i vaccini che viene immediatamente eseguita dall’Ausl, per poi inviare una richiesta ufficiale di esenzione, allegando un parere medico di un dottore siciliano. L’Ausl risponde che per esenzioni, rinvii e differimenti delle vaccinazioni obbligatorie serve il certificato del pediatra curante, quello di libera scelta, dell’azienda sanitaria, ma niente.
Il 18 luglio del 2025 l’Ausl all’ennesimo tentativo di dialogo, invia diniego ufficiale e sanzione, inviando l’intero carteggio anche all’asilo. I genitori che a quel punto sono diventati no vax, decidono di impugnare al Tar del Lazio i provvedimenti ministeriali e nel gennaio scorso i giudici amministrativi danno loro torto, al termine del primo grado di giudizio. Non paghi e convinti di avere ragione fanno appello al Consiglio di Stato che definitivamente ha dato atto della legittimità delle azioni di Ausl e ministero, respingendo tutti i motivi alla base del ricorso dei genitori della bambina.
Si legge in sentenza: «Il collegio rileva che, mentre l’Ausl di Bologna, rispondendo alla richiesta di chiarimenti formulata dai genitori, abbia anche sottolineato i rischi che potrebbero derivare dal ritardo delle vaccinazioni, gli appellanti, senza giustificarne le ragioni, con il loro comportamento di fatto hanno impedito che le asserite “reazioni avverse”, venissero sottoposte alla valutazione del competente pediatra di libera scelta, sia per certificare eventualmente la legittima esenzione dall’obbligo di vaccinazione sia per disporne la somministrazione nei tempi previsti; e comunque, in entrambi i casi, nell’interesse del minore».
Il provvedimento di diniego dell’accettazione dell’esenzione vaccinale, in mancanza dell’attestazione da parte del pediatra di libera scelta dell’Ausl di Bologna, è dunque assolutamente legittimo, mentre non risulta in sentenza che i genitori si siano ancora rivolti, almeno fino al 21 maggio 2026, al pediatra competente che avrebbe dovuto accertare la sussistenza delle eventuali ragioni ostative alla somministrazione del vaccino, nonostante il reiterato invito in tal senso rivolto dall’Ausl di Bologna ai genitori della bambina.