Salta al contenuto
  • Homepage
  • Contatti
Diario
  • Homepage
  • Contatti
  • Sei qui :
  • Home
  • Diritti ,
  • Fascismo ,
  • Media ,
  • Migranze ,
  • Politica ,
  • Razzismi ,
  • Società ,
  • Web
  • Salvini saluta il ministero: si torna al Papeete (huffingtonpost.it)
il 21 Ottobre 2023

Salvini saluta il ministero: si torna al Papeete (huffingtonpost.it)

di Pietro Salvatori
Parlare di strade e ponti è servito solo a 
trasformare il Capitano in Capomastro. 
Il nemico alle porte – Hamas, terrorismo ma anche magistratura – rende molto di più. Un tripudio di sangue e una teoria di maiuscole per il ritorno della Bestia in vista delle elezioni europee

“Tutto il mio sostegno al popolo di Israele, sotto attacco da parte di TERRORISTI ISLAMICI”. Il 7 ottobre così Matteo Salvini commentava a caldo l’attacco di Hamas contro i civili israeliani. Il maiuscolo è dell’originale, e offre la traccia di quel che la comunicazione del segretario della Lega avrebbe messo in moto nei dodici giorni successivi.

Al momento in cui scriviamo si contano ben ventinove post su Instagram e undici tweet riferiti al conflitto che sta avviluppando il Medio oriente e agli episodi di violenza scatenatisi in particolar modo in Francia e in Belgio a seguito di esso. Per offrire un termine di paragone, Giorgia Meloni ha tweettato sullo stesso tema due volte, e su Instagram si è limitata a pubblicare le foto con i re di Giordania e Barhein in visita a Palazzo Chigi corredati da un copy assai istituzionale.

Non è un fatto di questi giorni che la “Bestia”, la macchina dei social di Salvini si sia rimessa in moto a pieno regime. Dopo mesi passati a segnalare apertura di cantieri e inaugurazioni di varianti, al massimo a parlare del ponte di Messina, al punto che qualcuno nel partito bonariamente sorrideva definendo il leader “il Capomastro”, ironizzando sul soprannome “il Capitano” con il quale è conosciuto nella sua fanbase, il vicepremier ha concordato con i suoi un ritorno all’antico.

“Sì, ci sono state alcune riunioni a cavallo dell’estate, si è deciso di riprendere una comunicazione più aggressiva”, spiega un esponente in camicia verde. È un combinato disposto tra i cali fotografati dai sondaggi e lo scarto che è rimasto amplissimo con Fratelli d’Italia, “concentrarsi solo sul ministero non ha pagato, anzi”, il ragionamento dei comunicatori di Salvini.

E così da qualche settimana i suoi profili social sembrano più quelli di un magazine di destra che non quelli di un ministro e vicepremier: video di manifestazioni ambientaliste, di trasmissioni televisive che corroborano le sue posizioni, di contestatori da accusare o biasimare, il tutto condito da una spruzzata di ponte di Messina e eventi sul territorio.

Lo schema più aggressivo si è dispiegato sulla sentenza della magistrata Iolanda Apostolico. Oltre il video della discordia decine di post di critica alla giudice “ideologizzata” o di crimini commessi da immigrati che potessero corroborare la legittimità delle posizioni del ministro. Osserva la fonte della Lega che “ovviamente questi sono i nostri temi da sempre, ed è naturale che sia su queste cose che insistiamo”.

L’immigrazione come volano di ripresa dei consensi, dopo le ruvidezze negli scorsi mesi che hanno lasciato il leader del Carroccio molto contrariato per la scelta di Meloni di abbandonare nei fatti la linea dura dei porti chiusi per perseguire il piano Mattei e gli accordi con l’Africa come principale direttrice d’intervento.

Con lo scoppio della guerra in Palestina la macchina della Bestia ha ricominciato a macinare contenuti come ai vecchi tempi. Non c’è più Luca Morisi, il vero ideatore della propaganda social che ha portato la Lega anche oltre il 30% dei consensi alle ultime europee, ma il resto della struttura è solidamente incardinata in postazioni di governo. Andrea Paganella, che con Morisi ha messo in piedi la Bestia, è nel frattempo sbarcato in Parlamento, e da senatore continua ad avere la supervisione generale.

Gli altri del team sono dislocati tra Palazzo Chigi – Fabio Montoli,  Alessandro Pansera e Leonardo Foa, quest’ultimo in qualità di “responsabile della pianificazione e della promozione delle attività del vicepresidente” – e al ministero delle Infrastrutture dove Andrea Zanelli e Fabio Visconti figurano nello staff, mentre Daniele Bertana ha i galloni di capo segreteria.

E il pericolo dell’immigrazione come latrice di terrorismo anche nel nostro paese è stato da subito il liet-motiv della lunga sfilza di post sulla guerra, ancor prima che fosse noto che Abdesalem Lassoued, il terrorista che ha ucciso due tifosi svedesi a Bruxelles, fosse entrato in Europa sbarcando a Lampedusa. Dopo il primo intervento, la vicinanza e la solidarietà a Israele e al suo popolo è diventato sempre meno centrale nelle sottolineature alle foto e ai video, tutti pubblicati con un solo scopo: mettere in allarme sul “terrorismo islamico”.

Al punto che, fatto salvo per i primi due, la parola “Israele non viene quasi più menzionata”. Il 7 ottobre è il turno di “terroristi islamici di Hamas” e di un ellittico “Sangue, odio islamico, violenza islamica, morte”, l’8 si denuncia “l’odio sconfinato dell’estremismo islamico” e si parla di “donne e bambini israeliani rapiti dai terroristi”.

È l’ultima volta che si cita Israele, verrà poi il turno di “bestialità dell’aggressione islamica”, “terroristi islamici assassini”, tagliagole islamici”, “terroristi che siate maledetti”, “follia dell’estremismo islamico”, e si potrebbe continuare a lungo.

A sublimare questa linea comunicativa, è arrivata la convocazione della piazza a Milano per il prossimo 4 novembre, e ancora una volta la parola d’ordine con cui invita elettori e simpatizzanti a unirsi non è il sostegno a Israele, che rimane sempre sullo sfondo, ma “DIFENDERE diritti, libertà e sicurezza, CONTRO sangue e barbarie del terrorismo islamico”.

È il non originalissimo refrain del nemico alle porte, del pericolo da additare al di là dei rischi e dei pericoli concreti, principalmente per creare un’onda emotiva che generi consenso e mobilitazione attorno a un partito sfibrato dai sondaggi e che non riesce a esercitare sulle decisioni strategiche del governo la presa che si era immaginato prima delle elezioni.

“E sicuramente la Bestia continuerà a fare il lavoro che l’ha resa famosa – spiega la fonte del Carroccio – magari modulando il tenore e la quantità degli interventi, ma sostanzialmente è tornata quella che era”. È questo uno dei principali grimaldelli che il vicepremier è convinto di poter utilizzare per risalire la china e incassare un buon risultato alle europee, da capitalizzare anche sul fronte interno. La Lega è il partito di maggioranza in cui gli spifferi su un futuro rimpasto si fanno più sentire, ma per arrivarci, e per farlo in una posizione di forza, serve riempire le urne. E in questo la Bestia è imprescindibile.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

RSS ANSA

  • Sparatoria in una scuola in Thailandia, uccise almeno sei persone, 22 i feriti 7 Agosto 2026
    Morto anche lo studente presunto assalitore, uno studente di 14 anni. Avrebbe ucciso i nonni prima di recarsi nell'istituto. Ha sparato 26 colpi, mentre altri 34 proiettili sono stati trovati sul luogo dell'attacco
  • Muore un giovane nel tentativo di entrare a Ceuta col parapendio 7 Agosto 2026
    E' il primo decesso di migranti che hanno tentato l'accesso via aerea all'enclave
  • 35 anni fa 20mila albanesi sbarcarono a Bari, oggi il ricordo con Kledi Kadiu 7 Agosto 2026
    Il ballerino: "Orgoglioso di essere uno dei 20mila della Vlora, ma oggi il mondo è cambiato"
  • In via Paolo Fabbri la processione per Guccini tra fiori e biglietti d'affetto. Sabato a Bologna lutto cittadino 7 Agosto 2026
    La sera della sua morte in centinaia hanno cantato i pezzi del Maestro davanti alla sua casa
  • IranWire: 'Khamenei in condizioni critiche, potrebbe essere in punto di morte' 7 Agosto 2026
    Secondo il sito dei giornalisti in esilio, 'non ha mai incontrato membri del governo dopo l'attentato'. Unicef: a Gaza continua a morire un bambino al giorno
  • Usa, Meta dovrà pagare 567 milioni per danni dei social ai minori 7 Agosto 2026
    La cifra si aggiunge alle sanzioni civili per 375 milioni già disposte
  • Europei di nuoto, bronzo per Taddeucci nella 3 km knockout 7 Agosto 2026
    Terzo posto per l'azzurra, che sfiora la medaglia d'argento nel finale
  • Esodo estivo, domani sulle strade giornata da bollino nero 7 Agosto 2026
    Traffico intenso a partire da oggi, il clou nella mattinata di sabato
  • Le lunghe fedeltà nell'arte. Il punto di vista di Cecilia Canziani 7 Agosto 2026
  • Isabella Rossellini: 'Stroncata al mio primo ruolo, mi diedi alla moda' 7 Agosto 2026
    L'attrice si racconta a Locarno, 'scelgo i film in base ai registi'
Agosto 2026
L M M G V S D
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
« Lug    

Categorie

  • Ambiente
  • Archivio GD
  • Articoli GD
  • Audio
  • Bologna 2021
  • Casa
  • Comunità
  • Consumi
  • Cultura
  • Diritti
  • Disabilità
  • Economia
  • Europa
  • Fascismo
  • Giustizia
  • Informazione
  • Lavoro
  • Libri
  • Mafie
  • Media
  • Memoria
  • Migranze
  • Minori
  • Mondo
  • Musica
  • Natura
  • Nazismo
  • Politica
  • Pubblicità
  • Razzismi
  • Salute
  • Scienza
  • Scuola
  • Sociale
  • Società
  • Sostenibilità
  • Sport
  • Storia
  • Tecnologia
  • Territori
  • Terzo Settore
  • Trasporti
  • Uncategorized
  • Viaggi
  • Video
  • Web
  • Welfare

Meta

  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org

Copyright Diario 2026 | Theme by ThemeinProgress | Proudly powered by WordPress

Facebook
Facebook
fb-share-icon