di Paolo Landi
Ho conosciuto Pier Vittorio Tondelli nel 1983, un anno dopo la pubblicazione del suo secondo romanzo, Pao Pao.
Allora gestivo la programmazione del Teatro Affratellamento di Firenze e, come attività collaterali, organizzavamo presentazioni di libri.
Chiamai Franco Cordelli, che fece una lettura affettuosa del libro, davanti a un pubblico giovane: in quegli anni il teatro aveva spettatori under 30, Pier Vittorio nell’83 aveva appena 28 anni. Diventammo amici e Firenze la sua città elettiva. Gli presentai, nel corso del tempo, protagonisti e comparse della scena culturale fiorentina: Federico Tiezzi, Sandro Lombardi e Marion D’Amburgo che allora si chiamavano Magazzini Criminali, Giovanni Agosti, Aldo Rostagno, Paolo Isidori, Giancarlo Cauteruccio che aveva fondato Il Marchingegno, che poi cambiò nome in Krypton, gli artisti Luciano Bartolini e Monica Sarsini, Tommaso del Signore, Frances Lansing e Cristiano Toraldo di Francia, Michelangelo Caponetto e Lorenza Pampaloni, Ennio Bertolucci, Carlo Ducci, Patrizia Adami Rook, Derno Ricci, Gianluca Gori, Sandro Pestelli, Lorenzo Mazzini. Anche Dani Karavan, che tornava di tanto in tanto a Firenze dopo la grande mostra che la città gli aveva dedicato a Forte Belvedere, Amnon Barzel e sua moglie Rivka Rinn incrociarono Pier Vittorio.
Una sera, a casa di Enrico Coveri, conoscemmo David Hockney, che stava realizzando le scene per un Tristano e Isotta al Teatro Comunale. Anna Maria Papi, Giuliana e Pasquale Mennonna ci invitavano spesso a cena, Giuliana era stata sposata con Carmelo Bene, dal quale aveva avuto un figlio, morto poco dopo essere nato: in quelle case accoglienti incontravamo Donata Giovani (che diventò il suo medico fiorentino), Franco Camarlinghi, Grazia Bonaiuti, Valerio Valoriani, la fotografa Verita Monselles.
Amici che non di rado partecipavano a quelle che io chiamavo “borse di studio” per Pier Vittorio, quando davvero non aveva una lira in tasca e dovevo fargli il biglietto del treno per venire a Firenze da Bologna. Care persone che hanno voluto bene a Pier e lo hanno accolto con la curiosità della gente di mondo, ma scoprivano poi che le sue qualità segrete erano proprio l’antitesi dello scrittore scafato e mondano.
Sarà per queste “borse di studio” che mi sono guadagnato la terza posizione (P.L.) nei Biglietti agli amici, dopo Aldo Tagliaferri (A.T.) e François Wahl (F.W.), i suoi editor alle case editrici Feltrinelli e Les éditions du Seuil (che aveva pubblicato in Francia Les Nouveaux Libertins nel 1987): “… ecco Firenze proporsi come un largo e caldo abbraccio di comprensione e di affetto” … leggi tutto

