Pubblica amministrazione da cambiare (corriere.it)

di Giovanni Valotti

Nell’emergenza si è riuscito a decidere in fretta 
e realizzare in tempi brevissimi opere fondamentali 
per la salute dei cittadini. 

Sarebbe opportuno che la lenta e farraginosa burocrazia cambiasse metodo, soprattutto in vista del Pnrr

La sera del 23 gennaio 2020, a fronte del continuo incremento nel numero dei casi di Covid-19, il governo cinese dà il via ai lavori per la costruzione dell’Huoshenshan, l’emergency hospital da 1.000 posti letto per fronteggiare la diffusione dell’epidemia nella provincia dell’Hubei. 7.000 lavoratori si avvicendano su tre turni per una decina di giorni e il 2 febbraio l’ospedale viene completato. Il 3 febbraio, dieci giorni dopo l’avvio dei lavori, l’ospedale inizia ad accogliere i primi pazienti.

Dall’altra parte del mondo, il 18 marzo 2020 il sindaco di New York si fa promotore della costruzione di un emergency hospital nell’area dello Javits Center.

L’esercito americano viene incaricato di realizzare l’opera e la Federal Emergency Management di coordinare e supervisionare i lavori. Il fondo federale di più di 40 miliardi di dollari per gli Stati in situazioni di «grave catastrofe» finanzia l’opera. Il 30 marzo si autorizza l’apertura dell’ospedale, che diventa operativo 12 giorni dopo la richiesta del sindaco di New York.

Nel nostro Paese, Regione Lombardia, Dipartimento Protezione Civile e Fondazione Fiera convergono verso la necessità di costruire un nuovo ospedale Covid per le terapie intensive.

In pochi giorni il progetto infrastrutturale viene redatto e il sito individuato: si tratta dei Padiglioni 1 e 2 della Fiera nell’area del Portello. Imprese di varie dimensioni, imprenditori nazionali e locali e singoli cittadini sostengono la realizzazione dell’ospedale con donazioni private: in un solo giorno vengono raccolti 40.000.000 di euro che diventeranno 70.000.000 nell’arco di un paio di settimane. I servizi alberghieri nell’area dell’ospedale Fiera offrono ospitalità gratuita per i lavoratori impegnati nella costruzione, aziende biotech offrono ossigeno e altri dispositivi per la terapia intensiva.

Il 18 marzo 2020 arriva l’assenso definitivo del Dipartimento di Protezione Civile alla realizzazione dell’ospedale. Cinquecento lavoratori lavorano su tre turni h24, mentre uno chef stellato prepara loro i pasti gratuitamente. In dieci giorni, il primo blocco con 53 letti di terapia intensiva viene realizzato. Il 30 marzo l’arcivescovo di Milano benedice l’ospedale e il 6 aprile sono ricoverati i primi pazienti.

Cosa accomuna queste tre storie? Il fatto che la pubblica amministrazione sia riuscita, in situazione di emergenza, a decidere in fretta e realizzare in tempi brevissimi opere fondamentali per la salute dei cittadini … leggi tutto

(Ula Kuźma)

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