Populismo e unità nazionale, un dialogo tra sordi (articolo21.org)

di Mauro Zampini

Ci è voluto l’appello di Sergio Mattarella 
alle forze politiche, a trovare  qualche 
forma di unità repubblicana, di armistizio, 
di dialogo tra” nemici”( così è ridotta la 
politica italiana, così si sta riducendo 
altrove), perché le parole di tutti  si 
orientassero, per una volta, verso una 
sospensione delle ininterrotte ostilità . 

La disponibilità della maggioranza e del governo, c’è (se ci sono populisti al governo, la convenienza prevale sull’attitudine); ma un appello siffatto è naturalmente rivolto alle opposizioni. I governi non possono che rallegrarsi se si allarga momentaneamente  la base di consenso, e sembra di  respirare un po’ meglio.  Le opposizioni( in questo momento il variegato emisfero di centro destra), l’appello sembrano averlo  raccolto, con qualche voto alle camere , seppure a singhiozzo, per non dare certezze; con alcune parole.

Chi ha l’età giusta , ricorderà le forze politiche , praticamente tutte, impegnate assieme contro il terrorismo, brigatista e nero : quasi un bipolarismo del terrore. Superato con qualche tentennamento  l’istinto dell’ideologia, l’intero paese fu condotto  con fermezza fuori da un tunnel che pareva cieco.

Con sacrifici estremi, a partire da quello tremendo di Aldo Moro. Bersagli istituzionali, quelli dei brigatisti;  stragi di inermi, quelle  nere. Non vi  furono speculazioni, strumentalizzazioni,  colpi bassi, condizioni. E nemmeno di appelli del capo dello Stato , ci  fu bisogno … leggi tutto

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