Ci è voluto l’appello di Sergio Mattarella alle forze politiche, a trovare qualche forma di unità repubblicana, di armistizio, di dialogo tra” nemici”( così è ridotta la politica italiana, così si sta riducendo altrove), perché le parole di tutti si orientassero, per una volta, verso una sospensione delle ininterrotte ostilità .
La disponibilità della maggioranza e del governo, c’è (se ci sono populisti al governo, la convenienza prevale sull’attitudine); ma un appello siffatto è naturalmente rivolto alle opposizioni. I governi non possono che rallegrarsi se si allarga momentaneamente la base di consenso, e sembra di respirare un po’ meglio. Le opposizioni( in questo momento il variegato emisfero di centro destra), l’appello sembrano averlo raccolto, con qualche voto alle camere , seppure a singhiozzo, per non dare certezze; con alcune parole.
Chi ha l’età giusta , ricorderà le forze politiche , praticamente tutte, impegnate assieme contro il terrorismo, brigatista e nero : quasi un bipolarismo del terrore. Superato con qualche tentennamento l’istinto dell’ideologia, l’intero paese fu condotto con fermezza fuori da un tunnel che pareva cieco.
Con sacrifici estremi, a partire da quello tremendo di Aldo Moro. Bersagli istituzionali, quelli dei brigatisti; stragi di inermi, quelle nere. Non vi furono speculazioni, strumentalizzazioni, colpi bassi, condizioni. E nemmeno di appelli del capo dello Stato , ci fu bisogno … leggi tutto
