Perché il Giappone sta dominando le classifiche italiane di libri? (rivistastudio.com)
Nella classifica della scorsa settimana, tra i titoli più letti tre erano di autori giapponesi.
Tra manga e romanzi feel-good, ci siamo fatti raccontare perché ora sono così popolari e come funzionano queste classifiche.
Sabato 10 aprile, nelle pagine di Robinson dedicate alle classifiche, tra i dieci titoli più venduti nella narrativa straniera tre sono di autori giapponesi. Nessuno di questi è Murakami, non è prevista l’uscita di un nuovo libro di Banana Yoshimoto, vecchia gloria delle classifiche negli anni ’90. Due su tre hanno nel titolo il numero del volume, venti e ventisette. Sono dei manga. Il terzo è Finché il caffè è caldo, un romanzo in stile feel-good che in copertina dice «basta solo questo per essere felici» riferendosi al caffè, e che ha venduto oltre un milione di copie in tutto il mondo. È una disperata ricerca mariekondoniana di cose che ci danno gioia, che ci fanno stare bene, alle quali ritornare senza impegno?
È la letterarizzazione dei cartelloni che dicono che andrà tutto bene? Forse sì, ma è anche il riflesso di una strana nomenclatura editoriale che mette un manga come The Promised Neverland – vol. 20 nella stessa categoria narrativa dell’ultimo di Stephen King.
A legare la realtà dei fumetti giapponesi a quella di un romanzo come Finché il caffè è caldo è un desiderio di leggerezza, «un copione già scritto che non affatichi seguire», ci dice Laura Imani Messina, ricercatrice che vive a Tokyo, autrice di numerosi libri sul Giappone, l’ultimo, Tokyo tutto l’anno, uscito a settembre per Einaudi. Pubblicato lo scorso anno, il romanzo di Kawaguchi occupa ancora il settimo posto tra i migliori dieci, seguito più avanti, nella sezione di narrativa straniera, dal secondo volume Basta un caffè per essere felici, nelle librerie da qualche mese.
La storia dietro è semplice: c’è una caffetteria in Giappone dove, quando ti siedi al bancone e ordini un caffè, puoi viaggiare indietro nel tempo e ripercorrere alcuni momenti della tua vita, finché il caffè non si raffredda. Non puoi cambiare niente, solo rivedere coi tuoi occhi le varie occasioni perse. Una volta alzati dalla sedia e lasciato il bar, i clienti si ritrovano con più consapevolezza della loro vita. Vale il discorso sulla familiarità anche nel sequel, dove il lettore si trova già immerso nella stessa atmosfera del primo volume, unendo «alla facile lettura il godimento della storia di buoni sentimenti.
La fatica di ‘”entrare” in una storia è inferiore» … leggi tutto
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