di Beppe Severgnini
Negli Stati Uniti, che oggi festeggiano il 244° compleanno, le persone ragionevoli sono in difficoltà.
Gli intolleranti hanno capito come zittirle: spaventandole. L’intimidazione funziona. Se in un luogo di lavoro, in una università o in una redazione, una persona ha paura a esprimere un’opinione, l’obiettivo è raggiunto: quella persona tacerà, o parlerà d’altro. Perché rischiare gli insulti, l’ostracismo e la reputazione?
Gli intolleranti utilizzano lo stesso metodo, ma hanno storie e colori politici diversi. Imperversano, da qualche anno, i conservatori d’assalto: la loro furia verbale — sul web, ma non solo — ha travolto il Partito Repubblicano e contribuito a portare Donald Trump alla Casa Bianca.
Quei bellicosi populisti non arretrano neppure ora che il presidente sprofonda nei sondaggi e colleziona errori. Festeggiare il Giorno dell’Indipendenza radunando folle — ieri sera a Mount Rushmore, oggi a Washington DC — appare insensato, in un Paese che registra centomila nuovi casi Covid ogni giorno.
Sulla sponda opposta, quella che gli americani chiamano liberal, aumentano i progressisti aggressivi. Movimenti come #metoo e Black Lives Matter sono nati per difendere cause nobili — la ribellione delle donne contro le molestie sessuali, il rifiuto alla persecuzione razziale — ma diventano ogni giorno più radicali … leggi tutto
