di LARA DE LUNA
La letteratura gialla e il cibo vanno spesso a braccetto, undici investigatori eccellenti per raccontare tra sapori e brividi questa singolare liason
Negli ultimi decenni dell’800 fu inventato l’Esperanto, una lingua che voleva essere universale e che avrebbe dovuto unire tutti i popoli del mondo. Un esperimento, quello di Ludwik Lejzer Zamenhof che non ebbe grande successo e anche se oggi si pensa che il vero Esperanto sia l’inglese, esistono in realtà altri linguaggi universali che uniscono i poli della Terra.
I numeri in primis, il linguaggio più freddo seppur il più concreto, ma ancor di più possono il cibo e la letteratura, capaci in modi e con voci diverse di accomunare tutti gli uomini attraverso le emozioni che scaturiscono. E se è vero che i libri uniscono i popoli e che si può scrivere di cibo in molti modi, c’è un genere che più di tutti assolve a questo compito e che siede molto spesso a tavola: la letteratura gialla.
Assolutamente universale, fatta di stilemi comuni, macro temi, trucchi e necessità narrative che ritornano sempre, per poi prendere di volta in volta i colori, i profumi e le tradizioni del paese di chi scrive le pagine o di chi le abita, basti pensare al belga Poirot raccontato dalla britannica Agatha Christie … leggi tutto
