di Nello Scavo
Immagini, video e testimonianze mostrano un pattugliatore maltese indirizzare un gommone in avaria con 101 persone verso la Sicilia. E spunta un rifornimento di carburante e un nuovo motore
Minacciati di essere riportati in Libia, li vediamo inseguiti da una motovedetta. Molti si gettano in acqua per non tornare nei campi di prigionia. Poi, equipaggiato di un nuovo motore fornito dagli stessi militari, il gommone riprende la rotta e si allontana. Niente di nuovo, se non fosse che a dirottare i migranti verso Pozzallo siano state le Forze armate maltesi.
Stavolta ci sono i filmati, le foto, le testimonianze concordanti dei superstiti, le verifiche incrociate sulle scarse dotazioni alla partenza, dalla costa libica, e quelle rinvenute all’arrivo, nel porto di Pozzallo. E a peggiorare la posizione de La Valletta c’è un’aggravante. Dalle immagini si vede l’isola, segno che il barcone si trovava in acque territoriali, e dunque i profughi erano già ufficialmente a Malta e da lì in alcun modo potevano essere cacciati. Addirittura spinti segretamente verso un altro Paese dell’Ue … leggi tutto
