L’Italia può discutere liberamente delle proprie scelte sull’Ucraina: quantità e modalità degli aiuti, spese per la difesa, iniziative diplomatiche. Ma una cosa dovrebbe venire prima delle divisioni: riconoscere la natura della minaccia.
In Europa si moltiplicano sabotaggi, operazioni clandestine, attacchi informatici, violazioni dello spazio aereo e campagne di destabilizzazione attribuite o ricondotte alla Russia. Sono fatti che vanno valutati con serietà. Nessuna potenza straniera può pensare di condizionare le scelte democratiche dell’Italia attraverso intimidazioni, minacce, disinformazione o pressione psicologica. La politica estera italiana si decide in Italia, liberamente e democraticamente.
Fermezza contro le azioni ostili e ricerca della pace non sono in contraddizione. Si può chiedere più diplomazia senza minimizzare le minacce. Si può discutere su come sostenere l’Ucraina senza confondere il confronto democratico con le pressioni provenienti dall’esterno.
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Aderisco. Grazie sempre. Siete unici e grandi.
Mario Muccio
Clelia Bertini