L’Europa dei governi sovrani ha le mani legate (voxeurop.eu)

di Nathalie Brack, Ramona Coman, Amandine CrespyLa Libre Belgique(Bruxelles) / Traduzione di Luca Pauti

L'epidemia di coronavirus dimostra in tempo reale e nei fatti la capacità di coordinamento degli Stati europei in un’Unione europea in cui sono essi ad avere l’ultima parola, spiegano tre universitarie di Bruxelles.

Sebbene l’Unione europea disponga di alcuni strumenti per gestire le epidemie transfrontaliere, questi rimangono rudimentali. Le istituzioni europee non possono quindi adottare misure uniformi che si applicherebbero in modo coerente in tutta l’Unione, anzi. La gestione dei sistemi di sanità e le conseguenze economiche e sociali dell’epidemia rimangono così interamente di competenza degli stati membri.

La Commissione europea ha cercato di prendere l’iniziativa creando un “corona response team” e un fondo di investimento per compensare le conseguenze economiche dell’epidemia. Ma la sua azione ha ricevuto scarsa copertura mediatica e non ha convinto chi si chiede “che fa l’Europa?”

Di fronte all’epidemia, gli stati sono in preda a un caos sovrano. In un riflesso pavloviano, e in assenza di procedure sovranazionali, i governi si ripiegano su una strategia nazionale e adottano misure senza consultare i loro vicini. Alcuni hanno ad esempio chiuso le frontiere relativamente in fretta, mentre altri hanno semplicemente scoraggiato i viaggi all’estero per un lungo periodo. Quando alcuni hanno chiuso scuole, asili, ristoranti e caffè, altri hanno imposto un (semi) coprifuoco … leggi tutto

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