Le vene aperte dell’America Latina continuano a sanguinare (antimafiaduemila.com)
di Alejandro Diaz
"Le vene aperte dell'America Latina" compie 50 anni. Il libro scritto dall'uruguaiano Eduardo Galeano ripercorre la storia latinoamericana da una prospettiva tutta sua.
Scritto nel 1971, sotto l’influenza di una generazione che doveva vivere tutto al massimo perché non aveva tempo, in un clima di oppressione, persecuzione e sottomissione, che si sarebbe poi trasformato in un nuovo genocidio operato dagli organismi militari latino americani, ma guidato e gestito da un potere occulto celato dietro le potenze imperialiste dell’epoca.
Questa nuova edizione di Editorial Siglo XXI sarà illustrata dal caricaturista Tute (Juan Matías Loiseau), che con il suo tratto semplice riesce a rappresentare perfettamente il vivere quotidiano argentino e latinoamericano. Inoltre l’editoriale lancerà una serie di video in cui rappresentanti della cultura hanno prestato la loro voce per la lettura di alcuni scritti di Galeano. Il primo interprete sarà lo spagnolo Joan Manuel Serrat.
Chi non conosce “La Niña, la Pinta e la Santa Maria?”.
Sono le tre caravelle che hanno riempito un continente intero di scheletri. La maggior parte di noi le conosce attraverso la versione romantica con cui le presentano i manuali di storia nelle scuole di indottrinamento, ovvero come un gruppo di valorosi marinai che durante la navigazione perdono la rotta, alla ricerca della seta, e scoprono così un nuovo continente dove, con pazienza e determinazione, “evangelizzarono” i suoi arretrati ed incivilizzati abitanti.
Ma la storia non finisce qui, perché generazioni di educatori “cristiani” hanno organizzato anche i cicli produttivi e l’economia che, metodicamente, ha assorbito ed usurpato quelle terre in nome delle necessità delle “città della luce”. La narrazione parla anche dei nostri padri della patria che portarono la civilizzazione in quei deserti della cultura. Quei valorosi personaggi della storia prestarono i loro volti ed i loro nomi per decorare qualsiasi città, piazza o istituzione che avesse un’importanza con l’impronta della cultura emanata dal Consiglio Reale delle Indie.
E questa favoletta potrebbe arrivare fino ai nostri giorni se non fosse per coloro che hanno resistito e che resistono ancora. Eduardo Galeano non scrive la storia della America Latina, Galeano la presenta facendo delle riflessioni. Si serve delle storie, delle piaghe, delle ferite di quei tanti sconosciuti che è riuscito a mantenere nella memoria. Quelli che sopravvivono al martirio e alla crocifissione giornaliera operati da un impero non santo.
Galeano dà un nome alla storia e racconta l’intreccio di personaggi ed imprese che portarono i discorsi “liberali” in una mano e la spada nell’altra. Imprese ed imprenditori che invece hanno sistematicamente impiantato un sistema di sfruttamento e schiavitù, una sorta di cartellizazione che viene mantenuto, ancora oggi, sempre all’interno di questa concezione di base … leggi tutto
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