di Cinzia Arruzza
(Cinzia Arruzza è professoressa associata di filosofia alla New School of Social Research. Questo testo è uscito sul Chronicle, ed è stato tradotto da Francesca Coin)
Le università devono aprire in autunno? Per diverse settimane questa domanda mi ha lasciata un po’ paralizzata. Non perché le due opzioni disponibili mi sembrassero ugualmente attraenti, ma perché entrambe mi sembravano ugualmente dannose. Tuttavia, come regola generale, credo che la linea di condotta moralmente prudente sia quella di andare online.
Qui convergono tre linee distinte di crisi – una crisi della sanità pubblica, una crisi economica e l’incombente crisi dell’istruzione superiore – e semplicemente non c’è una risposta generica, unica e adatta a tutti, che possa rispondere alla complessità delle circostanze particolari di ogni istituzione.
Ciò di cui abbiamo bisogno è un attento esame caso per caso, che tenga conto di una molteplicità di fattori: l’ubicazione dell’università, il tasso di infezione in quella sede, la capacità dell’università di testare tutti gli studenti in arrivo e, successivamente, di eseguire un monitoraggio periodico, la capacità dell’università di isolare le persone infette e di fornire loro un luogo sicuro per la quarantena, la capacità di mettere in atto misure di distanziamento sociale, di sanificare le strutture, di imporre l’uso di maschere facciali e altri DPI … leggi tutto
