Le rivolte nelle carceri e l’espropriazione della singolarità e titolarità della morte (ilfoglio.it)

di Adriano Sofri

Nella distrazione e indifferenza verso 
la morte di una decina di detenuti leggo 
un sintomo di avanguardia, al tempo 
del colera nuovo

Un divertimento – alla lettera. Una postilla sul carcere, e sull’analogia fra rianimazione e rieducazione. Sulla concorrenza fra posti di galera, posti di terapia intensiva, posti di camposanto. Il motto così citato secondo cui il grado di civiltà di una società si misura sulle sue prigioni non è affatto una bella espressione letteraria o una fatua proclamazione retorica.

E’ vero. Vuol dire che il carcere, l’altro mondo separato da quello dei vivi come si separa la malattia dalla sanità, ad ammonire i sani del contagio che li minaccia – una parodia materiale dell’inferno e del purgatorio insieme – in realtà è legato indissolubilmente al mondo della luce e del piede libero: è la sua ombra … leggi tutto

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