Le mani della Cina sull’Africa (valigiablu.it)
Il primo Forum Cina-Africa nel 2000 e l'inizio dell'espansione cinese in Africa Finanziamento, vaccini, debiti, tecnologie: la pervasività della Cina nel tessuto economico e sociale africano
I danni ambientali e sociali della pesca commerciale, delle estrazioni minerarie e dello sfruttamento delle materie prime
“I cinesi: gente strana”
All’inizio era il comunismo. Poi venne il capitalismo che si trasformò velocemente in neo-colonialismo. Sta negli “ismi” la sintesi della parabola dei rapporti (in epoca contemporanea) tra Cina e Africa.
Tutto cominciò – se vogliamo fissare un principio – dalla lotta delle nazioni africane per l’indipendenza e quella contro l’apartheid. La lotta per liberarsi dalla pressione dei paesi europei, ancora “proprietari” dopo la Seconda Guerra Mondiale, delle vite, delle economie, del futuro del continente. Ma il conflitto mondiale avrebbe cambiato, appunto, non solo le società ma gli assetti geopolitici mondiali.
E avrebbe risvegliato la consapevolezza degli africani che da un lato, chiamati a combattere tra i ranghi degli eserciti colonizzatori, avevano sperimentato la caduta del mito dell’invincibilità dell’uomo bianco; dall’altro, avevano cominciato a elaborare e assimilare teorie sulla libertà, l’indipendenza, il socialismo.
I Movimenti di liberazione nazionale in Africa trovarono grande sostegno nella Cina di Mao con l’allora premier Zhou Enlai, che nel 1963/1964 fu il primo leader cinese a compiere un viaggio in alcuni paesi del continente e incontrarne i leader. Sostegno morale, ma anche militare. Un apporto concreto, spesso senza estremo clamore, mentre la Russia – che pure all’inizio sembrava un interlocutore privilegiato – rimaneva imbrigliata nei meccanismi della Guerra Fredda con gli USA.
Ghana, Etiopia, Sudan, Angola, Somalia, Tanzania, Zambia, Zimbabwe: sono molti i paesi che in quegli anni ottennero aiuti o furono “stimolati” dalla Cina che si giocava così – tra ideali, forniture di armi, avvio di infrastrutture – il suo futuro nel continente africano. Sfidando, nello stesso tempo, l’influenza americana e russa.
Per memoria storica ricordiamo alcuni dei leader africani, all’epoca non solo panafricanisti ma vicini agli ideali socialisti: Kwame Nkrumah in Ghana; Julius Nyerere in Tanzania; Sékou Touré in Guinea; Léopold Senghor in Senegal. Da allora molte cose sono cambiate, al socialismo non ci pensa più nessuno mentre la discussione è ormai rivolta ai numeri degli investimenti, ai volumi di cemento armato, alla quantità di prestiti e debiti … leggi tutto
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