L'Associazione nazionale partigiani in piazza con un’organizzazione comunista e antiucraina.
Ma guai a chiamarli “filorussi”
Se qualcuno li definisce “putiniani” si offendono, evocando addirittura persecuzioni e maccartismo nei confronti delle loro posizioni “pacifiste”. In realtà l’Associazione nazionale dei partigiani sull’invasione dell’Ucraina ha assunto sin dall’inizio un’impostazione che nei fatti è filoputiniana, perché schierata contro gli aiuti militari e molto più concentrata sulle critiche a Zelensky e agli Stati Uniti che ai crimini commessi dall’esercito russo.
Un caso emblematico è la partecipazione dell’Anpi, con tanto di logo sulla locandina, alla “Festa della Riscossa Popolare” organizzata dal Partito dei Carc a Napoli.
Sul palco, durante il concerto dei 99 Posse, mentre veniva cantata una canzone “contro la guerra” sono state esposte le bandiere delle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk: i due staterelli fantoccio creati da Putin per muovere guerra all’Ucraina e ora formalmente annessi alla Russia.

