La nuova vita dei libri di cucina (rivistastudio.com)
di Davide Coppo
Dalla Bibbia dei ricettari italiani di Pellegrino Artusi al panorama completamente ridisegnato degli ultimi anni, in cui la cucina è solo uno degli ingredienti.
Che l’Italia fosse un Paese sì di cuochi ma non certo di lettori lo si poteva capire già alla fine dell’Ottocento, quando Pellegrino Artusi, autore dell’oggi famosissimo La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene non trovò nessun editore disposto a pubblicare quello che sarebbe poi diventato la Bibbia dei ricettari italiani, e dovette pagare di tasca propria l’uscita del volumone.
Fortunatamente per Artusi, che morì poi nel 1911, le vendite dell’opera decollarono comunque, e oggi si stimano in milioni di copie, anche se, proprio come con la Bibbia, sono in pochi quelli che l’hanno letto davvero.
A leggerlo, d’altra parte, non se ne guadagna granché in termini culinari: non ci sono dosi, né tempi, e le indicazioni sulla rosolatura di un fagiano con cui fare poi un pasticcio sono del tipo: «Cotta che sia questa roba, levatela asciutta e mettetela in un mortaio» … leggi tutto
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