di Giovanna Corsetti
Le crisi colpiscono i fragili. Non è una scoperta recente, ma la consapevolezza di un’ingiustizia antica e con poche eccezioni, al punto che spesso neppure stupisce o indigna quanto dovrebbe.
Ma che le crisi riguardassero anche il diritto allo studio e che tra i fragili ci fossero da annoverare anche delle brillanti, motivate e intelligenti studentesse di liceo, è qualcosa che va oltre una consolidata esperienza della discriminazione sociale e di genere.
Eppure quanto sta accadendo in un prestigioso liceo di Roma, il Talete, che non potendo fare regolari test d’ingresso a causa delle restrizioni per il Coronavirus, ha stabilito quote di genere per la formazione di una classe d’élite di indirizzo matematico, limitando al 30% la quota riservata alle ragazze. La classe prevede 25 studenti da sorteggiare tra 46 domande di ammissione, 15 sono di ragazze e se il criterio di genere venisse confermato, ne entrerebbero solo 8 contro i 17 posti riservati agli alunni si sesso maschile.
Ci piacerebbe certo sapere quale proporzione o equazione di grado superiore sia alla base di una simile scelta, scaturita dalla direzione di un liceo che dovrebbero coltivare e allenare menti matematiche senza però, a quanto sembra, salvaguardare il principio dell’uguaglianza a parità di merito e non di sesso … leggi tutto
