Le pratiche illegali della criminalità organizzata frenano lo sviluppo, cancellano l’innovazione e promuovono la rendita. Ecco perché. La rubrica di Pierpaolo Romani, Avviso Pubblico
L’imprenditore disonesto scaccia quello onesto dal mercato. Lo confermano le inchieste giudiziarie svolte negli ultimi anni contro le mafie, in particolar modo contro la ‘ndrangheta. Il rapporto tra mafiosi e imprenditori è caratterizzato da un duplice canale: da una parte la fornitura di capitali che non vengono trovati nei circuiti legali, dall’altra la volontà di arricchimento rapido.
A guadagnarci sono sempre i boss.
I mafiosi hanno a disposizione ingenti risorse finanziarie che guadagnano soprattutto con il narcotraffico.
Per avere un’idea di questo mercato criminale si può leggere la Relazione della direzione centrale servizi antidroga del ministero dell’Interno del 2017: per la sola eroina, l’oppiaceo maggiormente diffuso sul mercato europeo, il “valore stimato delle vendite al dettaglio è pari a 6,8 miliardi di euro all’anno; quello della cocaina ammonterebbe a 5,7 miliardi di euro” … leggi tutto
