La cura è peggio della malattia / Il pasticcio Autostrade è l’ennesima dimostrazione di un governo che vive alla giornata (linkiesta.it)

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Conte voleva una revoca che non c’è stata, ma 
mette una pezza qui e una là confermando di non 
avere un progetto generale di riforme per l’Italia. 

Intanto all’interno della maggioranza nessuno si fida di nessuno e questa storia rischia di avere delle ripercussioni sul futuro dell’esecutivo

Voleva la revoca, Giuseppe Conte, più che mai nei panni dell’avvocato del popolo, e con lui tutto il codazzo grillino: ma la revoca non c’è. Ricordate l’intervista al Fatto? Conte sembrava Saint-Just: «Sarebbe davvero paradossale se lo Stato entrasse in società con i Benetton».

E invece in una calda notte d’estate alla fine è spuntata una soluzione più complessa, vedremo se di facile applicabilità, vedremo quanto onerosa per i cittadini (Carlo Cottarelli dice: «Peccato che non si sappia il prezzo a cui Cdp acquisterebbe la maggioranza di Aspi. Ma che accordo è se non si sa il prezzo?»), vedremo quanto positiva per i Benetton.

Anzi, a proposito del gran balzo in Borsa, dice Enrico Zanetti, economista e ex deputato montiano: «Chi ha comprato azioni Atlantia dopo le assai bellicose dichiarazioni diurne del Premier sulla revoca, ma prima del meno bellicoso CdM notturno che dispone l’acquisto (a pagamento) del controllo, ha fatto un affarone». C’è qualcosa che non quadra, cara Consob?

Nella maggioranza tutti tirano un sospiro di sollievo per la scampata crisi e per aver escogitato una soluzione che poteva essere adottata due anni fa, ma sotto il tappeto propagandistico di Casalino si annida una semmai accresciuta quantità di polvere. È stata una notte di battaglia, di quelle che lasciano cicatrici e lividi. Nessuno si fida di nessuno … leggi tutto

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