di Stefano Miliani
Non si fa prevenzione contro i danni al patrimonio culturale perché non porta voti. Un pregevole volume di storici dell’arte voluto dall’istituto “Kunst” pone questioni troppo spesso rimosse
Ricordate le immagini dell’Aquila devastata dopo il 6 aprile 2009? Le foto di Amatrice o Arquata del Tronto rase al suolo dopo il 24 agosto 2016? C’è come un enorme “rimosso” nell’Italia dei nostri giorni e riguarda tanto lo scenario politico come l’approccio psicologico degli italiani non coinvolti direttamente: il terremoto.
Nello specifico pensiamo ai danni provocati dal sisma nel centro Italia nel 2016 e 2017, alle conseguenze tragiche delle scosse aquilane del 2009, al sorprendente (perché lì nessuno lo immaginava possibile) terremoto in Emilia nel 2012, alla lunga storia sismica del paese. Un volume davvero eccellente ed encomiabile affronta di petto l’argomento: Storia dell’arte e catastrofi. Spazio, tempi, società (a cura di Carmen Belmonte, Elisabetta Scirocco, Gerhard Wolf, Marsilio, 432 pp., ill, € 38,00). È un libro scaturito da un convegno di qualche anno fa promosso da un istituto tedesco che più volte ha dimostrato sensibilità verso l’argomento, il Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut … leggi tutto
